Salute | Diabete

Diabete, arriva la cura dell’ornitorinco

Scienziati scoprono una potenziale quanto inattesa cura per il diabete di tipo 2 in un ormone che si trova nel veleno e nell'intestino dell’ornitorinco

Ornitorinco
Ornitorinco (worldswildlifewonders | shutterstock.com)

AUSTRALIA – Qui da noi non c’è, ma un placido quanto singolare animale possiede nel suo veleno e nell’intestino un ormone che pare capace di trattare il diabete di tipo 2: è l’ornitorinco. Ad averlo scoperto sono i ricercatori australiani, i quali intendono andare a fondo della faccenda.

Dai superbatteri al diabete
L’ornitorinco, per quanto poco conosciuto al resto del mondo, in realtà era già stato menzionato dagli scienziati quale possibile arma contro i superbatteri, o batteri resistenti agli antibiotici. Difatti all’inizio di quest’anno, una proteina del latte di questi, soprannominata ‘Shirley Temple’, è stata identificata dai ricercatori del CSIRO come una potenziale risposta ai problemi di resistenza batterica nel mondo, grazie alle sue qualità antibatteriche. Oggi, si scopre anche che è potenzialmente un’arma contro il diabete. L’ormone che si ritiene possa essere attivo nel trattamento di questa diffusa malattia metabolica, è conosciuto come Peptide-1 glucagone-simile (GLP-1). Non è un ormone sconosciuto, in quanto è normalmente secreto nell’intestino di uomini e animali. Il suo ruolo è quello di stimolare il rilascio di insulina per abbassare il glucosio nel sangue. Non a caso, una forma modificata di GLP-1, chiamata exenatide, è ampiamente utilizzata per il trattamento del diabete.

Più efficace
A differenza di quello dell’essere umano, l’ormone trovato nell’ornitorinco, che è mutato, si ritiene possa essere decisamente più efficace che non quello presente nell’attuale farmaco contro il diabete. «Una delle scoperte più sorprendenti del progetto del genoma ornitorinco – spiega il professor Frank Grutzner, dell’Università di Adelaide – è stata la massiccia perdita di geni importanti per la digestione e il controllo metabolico: questi animali praticamente non hanno uno stomaco funzionale. Più recentemente, abbiamo scoperto che il GLP-1 monotreme è cambiato radicalmente in questi animali, grazie alla sua duplice funzione sia nell’intestino che nel veleno».

Gli studi sull’ormone
L’ormone GLP-1 non è dunque nuovo alla ricerca scientifica. Non a caso numerosi gruppi di ricerca in tutto il mondo stanno già studiando diverse forme di GLP-1 per i loro effetti sulle malattie metaboliche, incluso il diabete. «Forse questo iconico animale australiano è la risposta a un’opzione di gestione più efficace e più sicura per le malattie metaboliche incluso il diabete», ha sottolineato il professor Grutzner.

Gli effetti del GLP-1 derivato dagli ornitorinchi vengono esplorati in dettaglio grazie a una sovvenzione di 200.000 dollari da parte di Medvet Science, il braccio di sostegno e commercializzazione della ricerca medica della Central Health Local Adelaide Network.