24 agosto 2019
Aggiornato 17:30
Batteri e virus

Gli antibiotici non funzionano più? L’alternativa sono i virus

Un recente studio ha dimostrato che alcuni tipi di virus potrebbero annientare i batteri patogeni e, allo stesso momento, aumentare quelli benefici. Ecco i risultati ottenuti

I batteri sono diventati estremamente resistenti agli antibiotici e se non prenderemo provvedimenti al più presto, tutti correremo il rischio di morire anche per infezioni considerate – fino a ieri – piuttosto banali. Ma secondo un recente studio, abbiamo un’ulteriore possibilità: sfruttare alcuni tipi di virus che sono in grado di annientare pericolosi batteri. La scoperta è di alcuni scienziati della George Mason University. Ecco, nel dettaglio, di cosa si tratta.

Batteriofagi
L’idea dei ricercatori è quella di impedire che alcuni batteri pericolosi possano causare gravi danni nell’essere umano, senza utilizzare i classici antibiotici. La soluzione sembra derivare dai batteriofagi, ovvero da un tipo di virus che causa la lisi delle membrane batteriche. Questo trattamento si è dimostrato un eccellente sostituto dei farmaci di uso comune per liberare l’intestino dai batteri nocivi.

Migliora anche l’immunità
Il trattamento a base di batteriofagi è anche in grado di promuovere la crescita di microorganismi buoni che migliorano la salute generale dell’organismo, riducendo al tempo stesso l’infiammazione e potenziando l’azione immunitaria. Esattamente tutto l’opposto di ciò che fanno gli antibiotici. «Le persone che assumono antibiotici possono sviluppare resistenza e sperimentare disturbi gastrointestinali dal momento che gli antibiotici uccidono sia batteri buoni che cattivi nell'intestino. L'uso di virus che infettano solo tipi specifici di batteri risparmia i molti buoni batteri nell'intestino, che sono collegati a numerosi risultati positivi a lungo termine sulla salute. Abbiamo dimostrato per la prima volta che il trattamento con batteriofagi non ha effetti collaterali apparenti, almeno con uso a breve termine», spiega il coordinatore dello studio, Taylor C. Wallace, Ph.D., direttore e CEO di Think Healthy Group Inc. e professore a contratto presso il Dipartimento di nutrizione e studi alimentari presso la George Mason University.

Uccisione selettiva
Il lato positivo dei batteriofagi è quello di uccidere selettivamente specifici microorganismi senza alterare il microbiota intestinale come farebbe un antibiotico. Secondo i ricercatori dello studio, che hanno collaborato con Tiffany Weir della Colorado State University, i batteriofagi potrebbero essere utilizzati sia come medicinali che come integratori alimentari allo scopo di ridurre le probabilità di infiammazione nelle persone più a rischio – per esempio quelle affette da sindrome metabolica.

Lo studio
Durante lo studio PHAGE, sono stati coinvolti 31 volontari affetti da vari problemi gastrointestinali. Alcuni sono stati selezionati per assumere un placebo, mentre altri dovevano utilizzare batteriofagi specificatamente utilizzati per combattere l’escherichia coli. Si tratta di un patogeno che con molta frequenza causa problemi a stomaco e intestino.

I risultati
Il trattamento non ha causato effetti avversi durante le quattro settimane di cura. D’altro canto, i pazienti che assumevano il batteriofago hanno assistito a una diminuzione significativa dell’interluchina, un marker infiammatorio spesso associato alla risposta allergica. Inoltre, il Clostridium perfringens si è ridotto ma, al tempo stesso, sono aumentate diverse specie batteriche benefiche per la salute tra questi anche il Bifidobacterium spp benefico. Wallace presenterà i risultati dello studio Bacteriophage for Gastrointestinal Health (PHAGE) durante l’incontro annuale della American Society for Nutrition, Nutrition 2018 a Boston.