27 giugno 2019
Aggiornato 12:00
Rimedi per ansia e depressione

Il 20% degli italiani usa psicofarmaci. I 5 rimedi alternativi per combattere ansia e depressione

Le ultime ricerche scientifiche che dimostrano come ansia e depressione possono essere combattute anche con rimedi decisamente «alternativi»

I rimedi per combattere ansia e depressione
I rimedi per combattere ansia e depressione ( Shutterstock )

Secondo Salvini, un italiano su cinque fa uso di psicofarmaci, il che equivarrebbe al 20% degli abitanti della nostra penisola. Una cifra altissima che denota la mancanza di equilibrio e serenità della gente del nostro paese. La vita che conduciamo è sempre più frenetica, non abbiamo la possibilità di dedicare del tempo a noi stessi e, in più, ci vediamo costretti a svolgere velocemente ogni attività quotidiana. Tutto ciò non fa altro che aumentare i nostri livelli di stress. E se da un lato non abbiamo il potere di cambiare il mondo, possiamo adottare qualche piccolo stratagemma per combattere ansia e stress. Ecco 7 rimedi che vi aiuteranno a stare meglio.

L’ansia parte dall’intestino
La prima cosa che bisogna sapere è che secondo molti scienziati, la depressione - ma soprattutto l’ansia - partono dall’intestino. A confermarlo è stato uno studio condotto dall'Università di Cork e pubblicato recentemente su Microbiome. Grazie a questo i ricercatori sono riusciti a dimostrare l’esistenza di un legame tra alcuni regolatori dei geni del cervello – definiti microRNA – l’ansia e la flora batterica intestinale. In pratica i microRNA si modificano quando questi sono completamente liberi da batteri. Durante la ricerca – eseguita su modello animale – gli studiosi erano confinati in una sorta di bolla completamente asettica e priva da microorganismi utili che potessero comporre il microbiota intestinale. A seguito della scarsità di batteri intestinali i poveri roditori erano affetti da crisi di ansia, problemi comportamentali, depressione e deficit della socialità. «I microbi intestinali sembrano influenzare i microRNA nell'amigdala e nella corteccia prefrontale, questo è importante perché possono influenzare processi fisiologici fondamentali per il funzionamento del sistema nervoso centrale e in regioni del cervello (come appunto l'amigdala e la corteccia prefrontale) che sono fortemente implicate nello sviluppo di ansia e depressione», spiega Gerard Clarke, coordinatore dello studio. Tutto ciò significa solo una cosa: è fondamentale curare la propria flora batterica intestinale se vogliamo ridurre l’ansia. A conferma di tutto questo vi è anche un altro studio pubblicato su Science Translational Medicine e condotto dalla McMaster University di Hamilton in Canada, che ha trovato un legame tra l’ansia e la sindrome del colon irritabile.

I rimedi per ridurre ansia e stress partendo dall’intestino
Un’altra ricerca pubblicata sul British Journal of Pharmacology ha voluto contrastare l’ansia tramite l’utilizzo di particolare probiotici: i Saccharomyces boulardii e vari tipi di Lactobacilli, tra cui anche il Lactobacillus rhamnosus. Pare che anche con lo psillio siano stati ottenuti buoni risultati perché agisce come nutrimenti di tali batteri.

Il kefir
Un risultato simile è stato ottenuto da più studi che hanno ridotto l’ansia nei volontari integrando nella loro dieta alte dosi di kefir. Quest’ultimo, infatti, contiene una grande varietà di batteri lattici – indicativamente l’83-90% -, tra questi: Lactococcus lactis subsp. lactis, Streptococcus thermophilus, Lactobacillus delbrueckii subsp. bulgaricus, Lactobacillus helveticus, Lactobacillus casei subsp. pseudoplantarum e Lactobacillus brevis. In misura minore si trovano lieviti amici come Kluyveromyces marxianus var. lactis, Saccharomyces cerevisiae, Candida inconspicua e Candida Maris. I suoi grani sono formati da un particolare complesso di polisaccaridi denominato kefiran, grazie a esso i batteri possono vivere insieme e in perfetta simbiosi. Pare che il kefiran abbia un ospite fisso che non varia da coltura a coltura: il lactobacillus kefiranofaciens. Questo è un potenziale trattamento contro l’ansia, ma non solo: studi recedenti ritengono che sia in grado di potenziare il sistema immunitario, ridurre il rischio di cancro, allergie e infiammazione intestinale.

Il primo passo è fermarsi
Secondo uno studio pubblicato su Personality and Social Psychology Bulletin, per stare bene dobbiamo, in primis, dedicare del tempo a noi stessi. Bisogna, cioè, imparare a trascorrere un po’ di tempo da soli, non meno di quindici minuti al giorno. Neppure troppo tempo, però, sennò si rischiano problemi di salute mentale tipici delle persone eccessivamente solitarie. Dallo studio è emerso che i partecipanti che stavano un po’ in solitudine assistevano a meno emozioni negative, minor ansia e agitazione. Quindi, il primo passo per ridurre ansia e depressione è quello di dedicare almeno quindici minuti al giorno esclusivamente a noi stessi. Ovviamente impegnandoci in un’attività non stressante.

Riduci l’utilizzo degli smartphone
Può sembrare un fatto banale ma non lo è affatto. Sono molti gli studi che hanno messo in evidenza come adolescenti (e non solo) sviluppano stati di ansia e agitazione a causa dell’utilizzo degli smartphone. Molti di noi, tuttavia, hanno sviluppato una sorta di dipendenza e tornare indietro, rinunciando a usarlo, diviene davvero molto complicato. La paura di rimanere troppo tempo sconnessi viene definita nomofobia e si tratta per lo più da un’ansia generata dall’utilizzo continuo dello smartphone e del terrore di non ricevere messaggi e informazioni importanti. A tutto ciò si aggiunge il cosiddetto vamping ovvero notti insonni passate davanti a un social netwrotk. Tutto ciò provoca una sorta di ansia latente, un vero e proprio stato di allerta continuo che si verifica sia durante il giorno che nelle ore notturne. Questo, secondo gli scienziati, potrebbe provocare alterazioni alle strutture cerebrali, del tutto simili a chi ha sviluppato dipendenza da droghe. Ma non solo: sembra siano in aumento anche i casi di suicidio dovuto all’utilizzo indiscriminato dei cellulari. «Esiste una relazione relativa tra il tempo di utilizzo e il rischio di morte per suicidio, depressione, istinto al suicidio e tentativi di suicidio», ha dichiarato Thomas Joiner, della Florida State University. Quindi il primo passo per star meglio e imparare a essere sconnessi.

Connettiti con madre natura
Una recente ricerca ha dimostrato che trascorrere del tempo in mezzo al verde, collegandoci con madre natura e scollegandoci dagli smartphone può ridurre vistosamente ansia e depressione. Ad asserirlo sono stati gli scienziati del King's College di Londra, i quali ritengono che trascorrere del tempo all’aperto, osservare il cielo e concentrarsi sul canto degli uccelli instaurando un vero e proprio contatto con la natura, ci aiuta a ritrovare il benessere mentale. In particolare, i benefici sembrano evidenziarsi maggiormente nelle persone particolarmente irose e impulsive e, di conseguenza, a rischio di problemi di salute mentale. «I nostri risultati suggeriscono che l'esposizione a breve termine alla natura ha un impatto misurabile e benefico sul benessere mentale. L'impulsività è intrigante, in quanto suggerisce che la natura potrebbe essere particolarmente vantaggiosa per quegli individui che sono a rischio di cattiva salute mentale. Da un punto di vista clinico speriamo che questa linea di ricerca porterà allo sviluppo di interventi scalabili a basso costo volti a promuovere salute mentale nelle popolazioni urbane», ha dichiarato il dottor Andrea Mechelli, Dipartimento di Studio di Psicosi dell’Istituto di Psichiatria, Psicologia e Neuroscienze del King's College di Londra.

Segui la dieta DASH
Secondo uno studio condotto dall'American Academy of Neurology, le persone che seguono la famosa dieta DASH hanno molte meno probabilità di incappare in stati di ansia o depressione. In realtà questo regime alimentare nasce con l’intento di migliorare la qualità della vita di tutte le persone affette da disturbi cardiovascolari, ma gli scienziati ritengono sia particolarmente efficace anche contro gli sbalzi dell’umore. Alla base di tale regime alimentare ci sono alte dosi di alimenti vegetali (frutta, verdura, cereali) e un buon apporto di prodotti caseari (magri). Ciò che invece viene limitato è il consumo di zuccheri e grassi «cattivi» come i trans e i saturi. «La depressione è comune negli anziani ed è più frequente nelle persone con problemi di memoria, fattori di rischio vascolare come ipertensione o colesterolo alto, o persone che hanno avuto un ictus», ha dichiarato Laurel Cherian – autrice dello studio. La dieta DASH è stata anche fortemente associata a una riduzione della pressione sanguigna, del colesterolo alto e del peso corporeo. Fare un cambio di stile di vita come modificare la propria dieta è spesso preferibile rispetto all'assunzione di farmaci, quindi volevamo vedere se la dieta potesse essere un metodo efficace per ridurre il rischio di depressione». Dai risultati è emerso che tale dieta ha diminuito il rischio di ansia e depressione dell’11%. Tuttavia, «sono ora necessari ulteriori studi per confermare questi risultati e per determinare i migliori componenti nutrizionali della dieta DASH allo scopo di prevenire la depressione e aiutare le persone a mantenere il loro cervello sano», conclude Cherian.

Lo yoga
Infine, non bisogna dimenticare i benefici derivanti da alcune tecniche millenarie come lo yoga. Uno studio condotto dagli scienziati dell’Harvard Medical school, ha infatti dimostrato che potenzia le funzioni cognitive e migliori il nostro stato di salute mentale. «Dopo 8 settimane di training, il cervello dei partecipanti ha anche evidenziato un incremento nella materia grigia dell’ippocampo, coinvolto nell’apprendimento e nella memoria», concludono i ricercatori.

Leggi anche: Kefir, tutte le proprietà e benefici della più antica bevanda fermentata. Riduce intolleranze, previene tumori e allergie
Il kefir, a differenza dello yogurt, contiene numerosi ceppi di lattobacilli. Potenzia il sistema immunitario, riduce il rischio di tumori e intolleranze alimentari. Inoltre combatte batteri ‘cattivi’, candida e infiammazione intestinale

Fonti scientifiche

[1] Probiotics, fibre and herbal medicinal products for functional and inflammatory bowel disorders - Diego Currò, Gianluca Ianiro, Silvia Pecere, Stefano Bibbò, Giovanni Cammarota

[2] Mikrobiyol Bul. 2013 Apr;47(2):273-81. [The effect of kefir consumption on human immune system: a cytokine study]. Adiloğlu AK1, Gönülateş N, Işler M, Senol A.

[3]  Braz J Microbiol. 2013 Oct 30;44(2):341-9. doi: 10.1590/S1517-83822013000200001. eCollection 2013. Microbiological, technological and therapeutic properties of kefir: a natural probiotic beverage. de Oliveira Leite AM1, Miguel MA, Peixoto RS, Rosado AS, Silva JT, Paschoalin VM.