14 ottobre 2019
Aggiornato 11:30
Antibiotici sotto accusa

Gli antibiotici possono far venire i di calcoli renali

Già sotto accusa per i batteri resistenti, gli antibiotici ora pare che aumentino anche il rischio di sviluppare i calcoli renali

Farmaci
Farmaci Shutterstock

PHILADELPHIA – La resistenza batterica agli antibiotici è un argomento di attualità e di estrema preoccupazione per le autorità sanitarie mondiali. Una piaga che sta assumendo proporzioni bibliche, con milioni di morti previsti ogni anno. Se già questo è un grande problema, non farà piacere sapere che, sempre gli antibiotici, sono stati trovati aumentare in modo significativo il rischio di sviluppare i calcoli renali.

Non risparmiano nessuno
Il rischio di ritrovarsi con fastidiosi –  e spesso molto dolorosi – calcoli renali si ha in particolare con gli antibiotici che si assumono per via orale. E questo rischio non risparmia nessuno: difatti, i ricercatori del hanno scoperto che sia i bambini che gli adulti trattati con alcuni antibiotici per via orale hanno un rischio significativamente più elevato di sviluppare calcoli renali. E questa è la prima volta che questi medicinali sono stati collegati alla condizione. I maggiori rischi, poi, si sono manifestati nei pazienti più giovani e tra i pazienti esposti più di recente agli antibiotici.

Un aumento critico
«La prevalenza complessiva di calcoli renali è aumentata del 70% negli ultimi 30 anni, con aumenti particolarmente pronunciati tra adolescenti e giovani donne», fa notare l’autore principale dello studio, dott. Gregory E. Tasian, urologo pediatrico al Children’s Hospital di Philadelphia (CHOP). Inoltre, i ricercatori hanno notato che in precedenza i calcoli renali erano rari nei bambini.
«I motivi dell’aumento non sono noti – aggiunge la dott.ssa Michelle Denburg, nefrologo pediatrico del CHOP e coautrice dello studio – ma i nostri risultati suggeriscono che gli antibiotici orali giocano un ruolo [in tutto questo], soprattutto dato che ai bambini vengono prescritti molti antibiotici come gli adulti».

Lo studio
Il team di ricerca gruppo ha attinto i dati da analizzare da cartelle cliniche elettroniche del Regno Unito, che coprivano 13 milioni di adulti e bambini visitati dai medici generici nella rete di miglioramento sanitario tra il 1994 e il 2015. I ricercatori hanno analizzato la precedente esposizione agli antibiotici per quasi 26mila pazienti con calcoli renali, rispetto a quasi 260mila soggetti di controllo.

I risultati
Lo studio e i risultati completi sono stati pubblicati sul Journal of American Society of Nephrology, e mostrano che cinque classi di antibiotici orali sono stati associati con una diagnosi di calcoli renali. Le cinque classi di antibiotici orali erano: solfati, cefalosporine, fluorochinoloni, nitrofurantoina e penicilline ad ampio spettro. Dopo gli aggiustamenti per età, sesso, razza, infezioni del tratto urinario, altri farmaci e altre condizioni mediche, i pazienti che hanno ricevuto gli antibiotici solfati avevano più del doppio diagnosi di calcoli renali rispetto a coloro che non erano stati esposti agli antibiotici. Per le penicilline ad ampio spettro il rischio era aumentato del 27%. I maggiori rischi per i calcoli renali erano nei bambini e negli adolescenti. Sebbene il rischio di calcoli renali sia diminuito nel tempo, è comunque rimasto elevato diversi anni dopo l’uso di antibiotici.

La prima volta
Gli scienziati già sapevano che gli antibiotici alterano la composizione del microbioma intestinale umano – la comunità di microrganismi nel corpo, si legge in una nota del Children’s Hospital of Philadelphia. Le interruzioni del microbioma intestinale e urinario sono state collegate al verificarsi di calcoli renali, ma nessuno studio precedente aveva ancora rivelato un’associazione tra uso di antibiotici e calcoli.

Uso inappropriato
Gli autori dello studio hanno sottolineato che precedenti ricerche hanno scoperto che circa il 30% degli antibiotici prescritti nelle visite mediche sono inappropriati e che i bambini ricevono più antibiotici rispetto a qualsiasi altra fascia d’età. Ecco perché i nuovi risultati rinforzano la necessità per i medici di stare attenti a prescrivere correttamente antibiotici. «I nostri risultati – sottolinea Tasian – suggeriscono che le pratiche di prescrizione di antibiotici rappresentano un fattore di rischio modificabile. Un cambiamento nei modelli di prescrizione potrebbe ridurre l’attuale epidemia di calcoli renali nei bambini».