18 giugno 2019
Aggiornato 06:30
Leucemia in gravidanza

È incinta e scopre di avere la leucemia: mamma e figlio salvati senza chemio

Una donna di Palermo è stata salvata grazie a una terapia innovativa che non prevedeva l’uso della chemioterapia

Leucemia in gravidanza curata senza chemio
Leucemia in gravidanza curata senza chemio ( Shutterstock )

PALERMO – Quando una donna è in dolce attesa sa da che da quel momento in poi la sua vita cambierà. È, probabilmente, uno dei momenti più belli che una persona possa sperimentare, tra dubbi, gioie e paure. Ma alla povera Marzia deve essere crollato il mondo addosso quando ha scoperto che oltre ad essere incinta aveva anche la leucemia. Tuttavia, grazie a una tecnica innovativa, testata per la prima volta in Italia, mamma e figlio si sono potuti salvare. Evitando anch la tanto temuta chemioterapia.

Leucemia al sesto mese di gravidanza
Mancavano appena tre mesi alla nascita del piccolo quando Marzia Mocera, una donna palermitana di 31 anni, ha avuto una diagnosi nefasta: era affetta da leucemia. Una forma piuttosto aggressiva e rara conosciuta con il nome di leucemia promielocitica. Inizialmente i medici le avevano proposto l’aborto terapeutico e, subito dopo, le cure attraverso la chemioterapia. Ma come è facile intuire né lei, né il marito Emanuele avevano intenzione di rinunciare a quella splendida creatura che la donna portava in grembo.

Una terapia innovativa
Per fortuna il personale medico del Policlinico universitario Giaccone hanno proposto ai futuri genitori una terapia innovativa, mai sperimentata prima d’ora in Italia e, soprattutto, chemio-free. Il sogno di tutte le persone affette da qualsiasi forma cancerosa. Incredibilmente la donna ha risposto alle cure molto bene e il 23 aprile è nato il piccolo Andrea. «Fortunatamente la paziente ha risposto veramente bene al trattamento, con progressiva normalizzazione dei parametri e risoluzione delle complicanze», hanno spiegato dichiarato recentemente i medici durante una conferenza stampa.

Un miracolo?
«È un miracolo, nessuno può immaginare quello che ho provato quando mi hanno detto che avevo la leucemia», ha raccontato la mamma, ancora in cura presso il Policlinico Universitario. «Siamo profondamente soddisfatti per questo importantissimo risultato ottenuto con uno straordinario lavoro di ricerca e di assistenza. Il Policlinico universitario si conferma sempre più come polo di eccellenza sanitaria e come punto di riferimento, non solo per la Sicilia, ma come è dimostrato dalla particolarità di diversi casi che negli ultimi tempi sono stati curati in maniera eccezionale ed innovativa, anche a livello nazionale», ha spiegato Fabrizio Micari, rettore dell'Università di Palermo.

La storia
«La donna è venuta alla nostra osservazione per la presenza di petecchie emorragiche cutanee agli arti inferiori, presto propagate in tutto il corpo. Una consulenza con i colleghi dell'ematologia ha poi permesso la diagnosi di leucemia. La paziente ha portato avanti la gravidanza con coraggio e determinazione. La gravidanza è andata avanti senza complicanze ostetriche fino alla 35,4 settimana quando si è deciso di procedere al taglio cesareo in quanto era già stata raggiunta una maturità fetale soddisfacente. Il 23 aprile è venuto alla luce un bel bambino di chili 2,310 in perfette condizioni di salute e che non ha necessitato di cure intensive neonatali», spiega Renato Venezia, docente di Ginecologia.

Una grande soddisfazione
Va da sé che il risultato ottenuto dai medici è stato molto soddisfacente e sopra ogni aspettativa. «Oggi condividiamo con la cittadinanza un evento eccezionale, motivo di grande soddisfazione e di orgoglio di appartenenza per tutta la nostra comunità. Uno straordinario lavoro di squadra che ha coinvolto un nucleo interdisciplinare di professionisti di grande qualità cui va il mio personale ringraziamento. Ai genitori e al nuovo arrivato facciamo i migliori auguri da parte dell'intera Azienda», conclude Fabrizio De Nicola, Commissario del Policlinico. Al momento la mamma è in buone condizioni, esattamente come il figlio. Marzia, però, dovrà procedere con la terapia standard (per il mantenimento) della durata di alcune settimane. Essa prevede acido retinoico, derivato della vitamina A, insieme al triossido di arsenico e chemioterapia.