17 agosto 2018
Aggiornato 22:30

Trump contro i vaccini: causano l’autismo. Ma gli esperti non sono d’accordo

Trump, insieme a Kennedy, sostiene che la relazione vaccini-autismo esista davvero ma gli esperti smentiscono
Vaccini e autismo: l'opinione di Trump
Vaccini e autismo: l'opinione di Trump (BestStockFoto | Shutterstock)

La relazione vaccino-autismo sembra essere stata ampiamente smentita dalla comunità scientifica. Al momento, infatti, non esiste ricerca che è stata in grado di trovare una sola conferma a tale ipotesi. Tuttavia Donald Trump, l’attuale presidente degli Stati Uniti, ritiene che esista una forte associazione. In più occasioni, specie su Twitter, ha parlato di tale legame. Ma gli esperti dell’Istituto Sanitario non sono d’accordo con le sue affermazioni.

L’incontro con i no-vax
Tutto sembra essere iniziato prima delle elezioni, momento in cui lo stesso Trump ha incontrato attivisti anti-vaccino di un certo rilievo. Secondo quanto dichiarato dal quotidino The Independent, infatti, avrebbe avuto contatti con Jennifer Larson, promotrice di campagne contro l'uso di vaccini nel Minnesota, Mark Blaxill, redattore del sito Age of Autism, l’ex medico britannico Andrew Wakefield, e Gary Kompothecras. Un altro attivista no-vax che ha incontrato Trump è stato Robert F Kennedy, il quale sembra aver parlato con vari funzionari dell’amministrazione allo scopo di prendere provvedimenti. La stessa FDA, infatti, ha raccontato che Kennedy incontrò Peter Marks, capo del Centro per la valutazione e la ricerca biologica dell'FDA il 30 marzo 2017 per discutere sulla questione vaccini.

Sostenuto dall’esercito dei no-vax
È abbastanza scontato pensare che tutto l’esercito dei no-vax si sia sentito ancor più forte quando ha saputo di essere sostenuto proprio dal presidente degli Stati Uniti. «Ora che Trump ha vinto, possiamo essere sicuri di condividere che il Presidente Trump ha incontrato i sostenitori dell'autismo. Ci ha dato 45 minuti ed è stato estremamente istruito sui nostri problemi», si legge sul sito Age of Autism. «Non si può rendere grande l'America con tutti questi bambini malati e tutti gli altri in arrivo», dichiarò Mark Blaxill. Dichiarazione che trovò l’immediato sostegno di Trump.

Chi dimostra che i vaccini fanno male?
Se Trump dopo le elezioni è rimasto un po’ più nell’ombra circa l’argomento vaccini, Kennedy ha continuato la sua battaglia. A febbraio dell’anno scorso, infatti, ha comunicato - insieme a Robert De Niro, padre di un figlio autistico – che se una persona poteva fornire uno studio che fosse in grado di dimostrare che i vaccini erano veramente sicuri, avrebbe ricevuto un compenso di quasi 74.000 sterline (circa 84.000 euro).

Le risposte
Una delle tante risposte alla provocazione di Kennedy/De Niro fu quella di una pediatra inglese di nome Daniel Summers: «Sono quasi due decenni che mi sono laureato alla facoltà di medicina, e in quel lasso di tempo ho immunizzato migliaia di pazienti. Non una volta ho incontrato un caso in cui quelle vaccinazioni potrebbero essere plausibilmente legate all'autismo. Nella remota possibilità che la mia sola parola non sia sufficiente per raccogliere i $ 100.000, sono felice di offrire molti studi che supportano la sicurezza dei vaccini. Gli studi non sembrano mai risolvere la questione degli attivisti anti-vaccino, ma sono le migliori prove che potremmo mai avere».

Cosa ne pensano I CDC
I Centers for Disease Control, esattamente come il Ministero della Salute italiano, consigliano vivamente di vaccinare i propri figli per evitare malattie pericolose. «Credibili prove scientifiche dimostrano che i vaccini sono molto sicuri e non causano disturbi dello spettro autistico (ASD). I CDC, la Federal Drug Administration e il comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione, riesaminano regolarmente i dati per garantire che le raccomandazioni sui vaccini siano basate sulle ultime scienze disponibili per fornire una protezione sicura ed efficace contro le malattie gravi. I genitori preoccupati dovrebbero essere rassicurati sul fatto che i vaccini raccomandati per l'infanzia abbiano un elevato livello di sicurezza. Per la popolazione generale, il mantenimento di livelli elevati di vaccinazione è importante non solo per la singola persona ma anche per proteggere le malattie potenzialmente mortali dalla diffusione ai più vulnerabili tra noi, come i pazienti con sistema immunitario indebolito e i bambini neonati che sono troppo giovani da vaccinare».

Il punto di vista di Andrew Wakefield
Tutti ormai conoscono l’ex medico britannico Andrew Wakefield che negli anni passati ha ricevuto decine di accuse, tra queste anche abuso di bambini. Ma non solo: è stato accusato di pubblicazione scientifica fraudolenta (1998) nella quale sosteneva la correlazione tra il vaccino trivalente MPR (morbillo, parotite, rosolia) e la comparsa di autismo e malattie intestinali. Il motivo per cui lo studio fu ritirato è semplice: Wakefield era stato pagato per alterare i risultati in maniera da favorire l’esito di alcune cause giudiziarie contro le case farmaceutiche produttrici dei vaccini. Ma non solo: pare anche che il medico britannico avesse tutto l’interesse a screditare i vaccini in uso perché aveva progettato dei farmaci che potessero sostituirli e comunque donare un’immunità contro il morbillo, la parotite e la rosolia. Molte delle falsificazioni mediche di Wakerfield furono evidenziate grazie a un’indagine giornalistica condotta da Brian Deer del Sunday Times. Inaspettatamente, infatti, General Medical Council non aveva condotto sufficienti verifiche e non si era accorto dell’inganno.

L’incontro con Trump
Wakerfield afferma di essersi incontrato con Trump prima delle elezioni: «l’ho incontrato una volta prima delle elezioni, quando era in corsa per la presidenza. Abbiamo avuto un incontro in Florida. Eravamo lì, quattro di noi che rappresentavano la questione dell'autismo e il suo legame con l'immunizzazione. Si è intromesso e ha detto «non è necessario dirmi che i vaccini causano l'autismo. L'ho visto, l'ho visto personalmente». Abbiamo discusso la questione della crisi dell'autismo che dovrebbe colpire l'80% dei ragazzi se non viene fatto nulla. Ha detto che se doveva essere eletto avrebbe fatto qualcosa al riguardo», ha concluso Wakerfield al The Independent.

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