26 maggio 2020
Aggiornato 06:00
Vaccini obbligatori

Vaccini e autismo: la più grande bufala del web (o quasi)

Esiste davvero una relazione tra vaccini e autismo? Il tiomersal causava danni ai bambini come si diceva un tempo? Ecco le verità nascoste in fatto di vaccini

Vaccini e autismo
Vaccini e autismo Shutterstock

Che lo si voglia credere o meno, è grazie ai vaccini che molte delle malattie sono state debellate. Nel nostro paese da molti anni non c’è più traccia di poliomielite, vaiolo, tubercolosi e difterite. Ed è per questo che tutti noi ora abbiamo il tempo di porci domande e dubbi sull’efficacia dei vaccini: perché, infine, stiamo bene. Ma se ci fossimo dovuti scontrare con patologie così devastanti, non ci penseremmo un attimo: l’unica opportunità di salvezza sarebbe stato proprio il tanto discusso vaccino. Certo, forse correremo comunque il rischio di qualche effetto collaterale – d’altronde si tratta di farmaci – ma piuttosto che avere la certezza di perdere la vita, non ci faremmo il problema. Paradossalmente, quindi, è questo stato di benessere che ha portato molte persone a provocare allarmismo, in alcuni casi totalmente campato in aria. È il caso delle bufale che circolano sul web.

La scienza è perfetta?
Non prendiamoci in giro: la scienza non è perfetta. Molte delle credenze di qualche decennio fa – considerate scientifiche – sono state distrutte dalla stessa scienza come castelli di sabbia. Quindi nessuno vi sta chiedendo di credere ciecamente a ogni cosa che viene detta. Nei database scientifici – dopo un’attenta analisi – si può facilmente notare un’incredibile quantità di studi che si smentiscono a vicenda. Però noi, per ora, abbiamo questo a disposizione: vari centri di ricerca che cercano di scoprire il metodo migliore per stare meglio, anche nel caso della formulazione di vaccini. Certo, è possibile che fra qualche anno qualche scienziato solleverà dei dubbi, o si renderà conto della mancanza di perfezione dei farmaci che oggi abbiamo a disposizione. Ma, d’altro canto, la scienza odierna è tutto quello abbiamo. Se gli stessi scienziati sono imperfetti, possiamo forse noi – completamente a digiuno di scienza e medicina – giudicare il lavoro degli altri? A tal punto da puntare il dito contro i vaccini?

Lo hai letto su internet?
Il paradosso è che non crediamo alla scienza, ma ci fidiamo ciecamente di notizie che troviamo su internet. Se proprio vogliamo subire passivamente delle informazioni, forse sarebbe il caso si seguire quelle fornite da degli esperti. Certo, molti di voi potranno affermare che anche diversi medici hanno puntato il dito contro i vaccini. Ma quello che bisognerebbe chiedersi è: questi medici sono stati testimoni di quanti danni da vaccino? Decine? Centinaia? O qualche caso sporadico? Perché nessuno scienziato (serio) al mondo vi dirà mai che i vaccini sono sicuri al 100%. Che non provocano nessun effetto collaterale. La stessa azienda produttrice riporta sul proprio bugiardino una sequela di effetti avversi. Ma esiste forse un farmaco che non li riporti? Dovremmo forse fare la guerra contro tutti i farmaci esistenti in commercio?

Una questione di denaro?
Molti no wax asseriscono che i vaccini servono solo per far guadagnare molti soldi alle case farmaceutiche. Be’ è indubbio che le case farmaceutiche ci guadagnano dalle vendite dei vaccini. Pensate forse che esista un’azienda la mondo che non metta in commercio prodotti per guadagnare denaro? Voi forse lavorereste gratis? Non prendiamoci in giro. Allora perché non puntare il dito anche contro i centinaia di prodotti spacciati come farmaci naturali venduti a carissimo prezzo in farmacia? Quelli sono davvero sicuri? Vogliamo ricordarvi che se un prodotto (anche se naturale) ha degli effetti positivi, è praticamente impossibile non incappare in qualche (probabile) effetto negativo. Questo accade perché il corpo umano sviluppa una reazione individuale a ogni singola sostanza che può essere benefica o, al contrario, dannosa per noi. Infatti, non a caso, esistono persone che assumono un farmaco (naturale o sintetico) per anni senza riportare effetti collaterali, mentre altri già alla prima dose possono stare molto male. È colpa del farmaco? Forse. Ma anche della nostra reazione individuale.

Ma da cosa viene questa fobia per l’autismo?
Dei vaccini si è detto di tutto. Ma ciò di cui si parla di più è della correlazione con l’autismo. Tutto inizia intorno agli anni novanta quando un gastroenterologo inglese di nome Andrew Wakefield, ha pubblicato uno dei suoi studi su Lancet. Lui avrebbe condotto una ricerca su 12 (!) bambini che, a suo avviso, dopo aver eseguito il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia), sarebbero stati affetti da disturbi intestinali. L’aumentata permeabilità che si sarebbe sviluppata in seguito avrebbe permesso l’ingresso di sostanze tossiche verso il cervello e, da qui, l’autismo. Ben presto iniziarono studi di approfondimento contro il vaccino MPR (e non solo) al fine di trovare una relazione con l’autismo. Uno dei più grandi studi è stato quello condotto dall'Institute Of Medicine of the National Academies che ha preso in esame campioni decisamente più elevati di persone vaccinate. In tale frangente non è stato possibile trovare alcuna relazione con l’autismo. E l’OMS pare essere d’accordo con tale tesi.

I retroscena di Wakefield
In seguito alle dichiarazioni di Wakefield furono fatte diverse indagini. Una delle più importanti è quella condotta nel 2004 da un giornalista del Sunday Times di nome Brian Deer. Secondo l’autore dell’articolo lo studio presentava enormi difetti: mancava un gruppo di controllo, non era stato eseguito in doppio cieco, non erano stati svolti esami endoscopici, non vi era la presenza di neuropsicologi, non vi era la prova che i problemi gastrointestinali si fossero verificati davvero dopo il vaccino. Ma quello che è peggio è che sembra ci fossero degli interessi economici con altre case farmaceutiche (che, evidentemente, volevano mettere in commercio vaccini diversi). Inoltre lo studio conteneva alterazioni e falsificazioni sulla storia anamnestica dei pazienti allo scopo di dar forza alle sue teorie. Quando lo scandalo diviene evidente, gli altri autori dello studio cominciano a dire la verità e ritrattano le loro conclusioni. Infine, ciliegina sulla torta, l’ordine dei medici ritiene Wakefield colpevole di oltre trenta capi d’accusa, tra questi anche l’abuso di bambini con problemi di sviluppo.

E se fosse l’esatto contrario?
Il paradosso di tutta questa situazione è che uno studio decisamente più recente, condotto nel 2011, pare che indichi il vaccino MPR un valido alleato contro l’autismo. Pare infatti che alcuni tipi di rosolia congenita siano alla base di disturbi dello spettro autistico. Ricordiamo anche che molti credono ancora che il tiomersale, un composto derivato dal mercurio, possa anch’esso causare l’autismo. Ma in realtà non viene utilizzato ormai da quasi vent’anni e, comunque, veniva smaltito nel giro di dieci giorni. Nonostante ciò non c’è mai stato un aumento o diminuzione dei casi di autismo.

Volete la sicurezza al 100% Non l’avrete mai
Quindi, a nostro avviso è praticamente impossibile essere sicuri al 100% con l’utilizzo di un vaccino, esattamente come non possiamo esserlo con l’utilizzo di qualsiasi farmaco – anche se naturale. D’altro canto bisogna mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro: meglio rischiare di ammalarsi o di avere effetti collaterali da vaccino? Rinuncereste a prendere un farmaco con un minimo di tossicità se rischiaste di morire? Probabilmente no. Ma, a prescindere dalle proprie scelte individuali – che giustamente vanno fatte – bisogna smettere di subire passivamente le informazioni che circolano su internet. Se proprio volete informarvi fatelo nel modo giusto: leggete documenti realmente scientifici. E, smettiamola, una volta per tutte, di pensare che esistono complotti dappertutto. Se qualcosa esiste è la mancanza di perfezione umana, che – è ovvio – si riflette anche nella scienza.

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