19 settembre 2018
Aggiornato 11:30

Dolcificanti artificiali zero calorie legati a diabete e obesitÓ, proprio come (se non peggio) lo zucchero

Pubblicizzati come ‘light’, i dolcificanti artificiali in veritÓ pare facciano peggio dello zucchero. Il pericolo Ŕ diabete e obesitÓ
Dolcificanti artificiali
Dolcificanti artificiali (Monika Wisniewska | shutterstock.com)

STATI UNITI – Li chiamano cibi e bevande ‘light’ o a zero calorie, perché non contengono zucchero o ancora ‘zuccheri aggiunti’. Al suo posto, infatti, sono aggiunti gli edulcoranti o dolcificanti artificiali. Per intenderci, si parla di aspartame, saccarina, xilitolo, sorbitolo, acesulfame K, sucralosio e così via. Ma se la promessa è quella di mettere al riparo da sovrappeso, obesità e persino diabete, be’, pare che questa promessa non sia mantenuta. Anzi.

Si rischia davvero
Senza andare a scomodare ricerche che hanno suggerito come certi edulcoranti possano anche avere un ruolo nel rischio cancro, secondo un nuovo studio il rischio è che l’assunzione di cibi e bevande che contengono dolcificanti artificiali aumentino invero il rischio di diabete e obesità. In sostanza, come se non peggio dello zucchero tradizionale.

Diabete e obesità aumentano anziché diminuire
«Nonostante l’aggiunta di questi dolcificanti artificiali non calorici alle diete quotidiane, c’è stato un drastico aumento dell’obesità e del diabete – ha spiegato il prof. Brian Hoffmann del Medical College of Wisconsin e Marquette University – Nei nostri studi, sia lo zucchero che i dolcificanti artificiali sembrano mostrare effetti negativi legati all’obesità e al diabete, anche se attraverso meccanismi molto diversi l’uno dall’altro».

Il primo grande studio
Come accennato, nel passato vi sono già stati altri studi che hanno preso in esame l’impatto sulla salute dei dolcificanti artificiali. I risultati sono stati contradditori: qualche ricerca ne ha messo in evidenza la potenziale pericolosità, mentre altre hanno per così dire ridimensionato il fenomeno. Tuttavia, come spesso accade, gli studi che hanno suggerito come vi fossero pochi rischi dall’uso dei dolcificanti artificiali, in diversi casi erano ‘difettosi’, ossia contenevano dei conflitti d’interesse poiché finanziati dall’industria di produzione dei dolcificanti. Ora, il nuovo studio si presenta come il più grande mai condotto «che tiene traccia dei cambiamenti biochimici nel corpo», utilizzando un metodo chiamato metabolomica, imparziale e ad alto rendimento.

Lo studio
I ricercatori hanno condotto i loro test su due distinti gruppi di topi. Il primo gruppo è stato alimentato con zucchero (glucosio o fruttosio), mentre l’altro è stato alimentato con comuni dolcificanti artificiali a zero calorie (aspartame o acesulfame potassio). Entrambi i dolcificanti sono tra i 6 dolcificanti artificiali approvati dalla FDA e si possono trovare tipicamente in bevande, gelati, caramelle, gomme da masticare, prodotti per l’igiene dentale, farmaci, integratori, latticini, cereali per la colazione e altri alimenti trasformati.

I risultati
In meno di un mese in cui i topi sono stati alimentati in questo modo, i ricercatori hanno visto notevoli cambiamenti nel metabolismo nel gruppo a cui erano stati somministrati gli edulcoranti artificiali. I dolcificanti, in particolare, hanno cambiato il modo in cui il corpo ha elaborato il grasso e ha ricevuto energia. Nello specifico, poi, si è riscontrato come l’acesulfame di potassio si andasse ad accumulare nel sangue, con alte concentrazioni che hanno un effetto negativo sulle cellule.

Peggio dello zucchero?
Anche se i risultati sembrano parlare chiaro, i ricercatori sono cauti e affermano che è difficile rispondere alla domanda se gli edulcoranti artificiali possono essere peggiori dello zucchero. Tuttavia, ricordano che la moderazione è la chiave in entrambi i casi. «Abbiamo osservato che con moderazione, il corpo mette in atto i meccanismi per gestire lo zucchero, ma è quando il sistema è sovraccarico per un lungo periodo di tempo che questa macchina si guasta», ha sottolineato il dottor Hoffmann. I dolcificanti, ha aggiunto il ricercatore, semplicemente ingannano il corpo ma non riescono a fornire l’energia necessaria. Nei topi, abbiamo scoperto che con l’uso dei dolcificanti il corpo brucia i muscoli per ottenere quell’energia richiesta.
Il prossimo passo dei ricercatori sarà quello di condurre un trial clinico sull’uomo per valutare meglio l’impatto dei dolcificanti artificiali sul metabolismo e il rischio diabete e obesità. Lo studio verrà presentato oggi al meeting annuale della American Physiological Society durante il 2018 Experimental Biology meeting di San Diego (Usa).