17 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Diete autunnali e salute

Autunno e voglia di zucchero: attenzione, fa ammalare il fegato

Mangiare dolci, specie in questa stagione, fa aumentare i grassi nocivi nel sangue e nel fegato, anche delle persone sane. Lo studio che mette in guardia dall'assunzione di zuccheri e dolci non solo per i danni cardiovascolari

Zucchero e dolci alterano il metabolismo dei grassi nel fegato
Zucchero e dolci alterano il metabolismo dei grassi nel fegato Shutterstock

REGNO UNITO – In autunno e con i primi freddi a molti viene spontaneo cercare un po’ di ‘calore’ nei cibi dolci. Ma gli scienziati dell’Università del Surrey a Guildford (Uk) mettono in guardia dall’assunzione eccessiva di zucchero e zuccheri nelle varie forme perché possono danneggiare seriamente il fegato – anche nelle persone sane. Nello specifico, i ricercatori hanno condotto uno studio in cui si è scoperto che una dieta ricca di zuccheri è associata a elevati livelli di grassi dannosi sia nel sangue che nel fegato. «Consumare elevate quantità di zucchero può alterare il metabolismo del grasso in modi che potrebbero aumentare il rischio di malattie cardiovascolari», spiega il principale autore della ricerca, dottor Bruce Griffin. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Clinical Science.

Valide ragioni per ridurre i cibi dolci
Sono ormai moltissimi gli studi e i medici che concordano come vi siano molte valide ragioni per ridurre l’apporto di zuccheri nella propria dieta. I danni sono molti, sia a livello di organi come fegato, pancreas, reni ecc. ma anche a livello della salute cardiovascolare e metabolica. Senza contare i rischi connessi al sovrappeso e all’obesità.

Lo studio
Per il loro studio, il team di Griffin ha monitorato la salute del fegato di un gruppo di 25 uomini di mezza età che presentavano elevati livelli di grasso (11 uomini) o bassi livelli di grasso (14 uomini) nel loro fegato. L'eccesso di accumulo di grasso nel fegato è considerato nocivo e spesso gli uomini con alti livelli di grasso hanno già sofferto o soffrono di una condizione nota come steatosi epatica non alcolica, detta anche malattia epatica non alcolica (NAFLD). I medici ritengono che questa malattia sia legata all’obesità, e colpisca molte più persone di quanto si pensi.
Durante il periodo di follow-up i partecipanti sono stati invitati a seguire una di due diete proposta: una dieta ad alto contenuto di zuccheri, che prevedeva l’assunzione di zucchero pari a 650 calorie ogni giorno per tre mesi oppure una dieta a basso contenuto di zucchero che non conteneva più di 140 calorie degli zuccheri al giorno.

Lo zucchero altera il metabolismo dei lipidi o grassi
Dopo le analisi, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti con NAFLD che hanno seguito la dieta ad alto contenuto di zucchero hanno sviluppato delle modifiche nel loro metabolismo dei grassi, che è il processo attraverso il quale il corpo provoca una lipolisi (o ossidazione a scopo energetico) dei grassi nel sangue per utilizzarli come energia. Questi cambiamenti sono ben noti per essere collegati a un maggior rischio di malattie cardiovascolari, attacchi cardiaci (infarto) e ictus, scrivono gli autori dello studio. Ma cambiamenti simili sono stati osservati quando lo studio ha avuto inizio anche nei fegati di uomini altrimenti sani e che avevano un basso livello di grasso nel fegato. In particolare, in questo gruppo, gli uomini hanno sviluppato livelli più alti di questo grasso nel fegato dopo essere passati alla dieta ad alto contenuto di zucchero. I ricercatori hanno anche trovato cambiamenti nel loro metabolismo dei grassi che erano simili a quelli che già soffrivano di NAFLD. Per cui si deduce che gli zuccheri possono causare danni anche a chi ha un fegato sano. «I nostri risultati forniscono nuove prove che consumare alte quantità di zuccheri può alterare il metabolismo dei grassi in modi che potrebbero aumentare il rischio di malattie cardiovascolari», ha dichiarato Griffin.

Risultati preoccupanti
I ricercatori hanno detto che i risultati del loro studio sono particolarmente preoccupanti poiché la prevalenza di NAFLD è in aumento tra i bambini e gli adulti. E questo potrebbe proprio essere dovuto all’assunzione di alimenti e bevande zuccherate o comunque dolcificate. «Mentre la maggioranza degli adulti non consuma gli alti livelli di zucchero che abbiamo usato in questo studio, alcuni bambini e adolescenti possono raggiungere questi livelli di assunzione di zuccheri da bevande e dolci – sottolinea il dottor Griffin – Ciò solleva preoccupazione per la salute futura della popolazione più giovane, soprattutto in considerazione della prevalenza preoccupante della NAFLD nei bambini e negli adolescenti e all'esponenziale aumento delle malattie epatiche mortali negli adulti».

Lo zucchero è dappertutto
Gli esperti fanno notare che non è sempre facile determinare quanto zucchero si assume ogni giorno, in modo da limitarlo. Magari si pensa di averlo assunto soltanto con la bibita appena bevuta, o con il dolcetto o il biscotto. Ma spesso non si tiene conto che lo zucchero (o i dolcificanti) li ritroviamo anche in molti cibi salati come per esempio snack, salse o condimenti e altri ancora. Quello di cui tuttavia sono certi gli esperti è che lo zucchero e i dolcificanti possono essere seriamente dannosi per la salute. E allora se ci prende un po’ di sconforto autunnale e cerchiamo conforto nel ‘dolcetto’, una volta può anche andar bene, evitiamo che diventi però un’abitudine.