21 settembre 2018
Aggiornato 02:00

Sonnolenza durante il giorno? Potrebbe trattarsi di Alzheimer

Alcuni scienziati hanno trovato una relazione tra le persone che manifestano sonnolenza durante il giorno e la formazione di placche amiloidi
Sonnolenza diurna e Alzheimer
Sonnolenza diurna e Alzheimer (Africa Studio | Shutterstock)

Da anni ricercatori di tutto il mondo hanno messo in evidenza l’importanza di un buon sonno per godere di ottima salute. Più e più volte è stata trovata la relazione tra l’insonnia, malattie cardiovascolari, metaboliche, forme tumorali e declino cognitivo. E riguardo quest’ultimo aspetto è arrivata recentemente una conferma pubblicata su JAMA Neurology, la quale, tuttavia, ha preso in esame la sonnolenza diurna e i relativi effetti collaterali.

Il sonno è importante per la salute
Tutti gli esseri viventi hanno bisogno di alcune ora di sonno per sopravvivere. Il motivo di tutto ciò non è mai stato compreso appieno, nonostante siano state fatte diverse ipotesi. Tuttavia, oggi sappiamo che dormire poco può causare notevoli problemi di salute. Uno di questi è rappresentato dai disturbi cognitivi e l’Alzheimer. Il problema sarebbe dovuto a un maggior accumulo di placche amiloidi.

Stadio preclinico dell’Alzheimer
Un’eccessiva sonnolenza diurna potrebbe essere la spia di un accumulo eccessivo di placche amiloidi a livello cerebrale. Il deposito di tali proteine rappresenta, secondo la scienza, lo stadio preclinico dell’Alzheimer. «Sappiamo che il sonno è necessario per eliminare le tossine e la beta-amiloide nel cervello. Sappiamo anche che la beta-amiloide causi interruzioni del sonno. Nel nostro studio, volevamo sapere se un'eccessiva sonnolenza diurna causasse un aumento dell'amiloide nel tempo in persone senza demenza», ha spiegato Prashanthi Vemuri della Mayo Clinic. «E la risposta era sì».

Una domanda in più
«Mentre ulteriori ricerche sono necessarie, questo studio aggiunge una nuova domanda che i medici potranno porre ai propri pazienti allo scopo di valutare il rischio e potenzialmente intervenire. In effetti, i risultati cambieranno il modo in cui mi prenderò cura dei pazienti, poiché ora mi informerò sull'eccessiva sonnolenza diurna come uno dei molti fattori di rischio potenzialmente modificabili per la malattia», ha dichiarato il dottor Richard Isaacson, direttore della Clinica di prevenzione dell'Alzheimer della Weill Cornell Medicine e del NewYork-Presbyterian.

Lo studio
Per arrivare a simili conclusioni i ricercatori hanno preso in esame molte persone che facevano parte della Mayo Clinic Study of Aging. Si tratta di un ampio campione di popolazione del Minnesota. A tutti è stata eseguita una scansione cerebrale e sono stati fatti compilare alcuni questionari sulla qualità del sonno. Dopodiché, gli scienziati hanno quantificato, per ognuno di loro, il livello di beta-amiloide nel cervello in un determinato arco di tempo e lo hanno confrontato con le ore di sonno notturne e la sonnolenza diurna.

I risultati
Dai risultati è emerso che i pazienti che avevano più sonno durante il giorno avevano anche un maggior accumulo di amiloide, specie nelle aree responsabili dell’emozione, della memoria e del comportamento. «Quello che ci entusiasma è che è il primo studio a mostrare prove longitudinali negli esseri umani. La maggior parte delle nostre prove proviene da studi sui topi e guarda alle persone in un momento specifico: questo è il primo studio che ha seguito le persone nel tempo», spiegano i ricercatori.

Sonno e malattia di Alzheimer
«È importante sottolineare che è il primo studio longitudinale riguardante la relazione tra il sonno e la malattia di Alzheimer nella fase preclinica, ovvero prima che appaiano cambiamenti cognitivi. Questa scoperta è importante perché significa che potremmo potenzialmente trattare i problemi del sonno per ridurre il rischio di Alzheimer negli anni», ha dichiarato il dottor Yo-El Ju, neurologo dell'Università di Washington.

Ansia e Alzheimer
D’altro canto altre ricerche hanno messo anche in relazione come altri fattori – per esempio l’ansia – siano strettamente correlati con la comparsa di questa malattia neurologica. Lo studio, condotto dal team di ricerca della Brigham e Women's Hospital, ha messo in evidenza come i pazienti affetti da Alzheimer avessero un denominatore comune: il forte stress accumulato negli anni. «Rispetto ad altri sintomi di depressione come la tristezza o la perdita di interesse, i sintomi ansiosi sono aumentati nel tempo nei soggetti con livelli di beta-amiloide più elevati nel cervello. Ciò potrebbe essere una manifestazione del morbo di Alzheimer prima dell'insorgenza del danno cognitivo», ha dichiarato l'autrice principale Nancy Donovan. Quindi un’altra domanda che gli scienziati potrebbero porsi è: le persone con sonnolenza diurna o scarsa qualità del sonno, sono le stesse che sono anche ansiose e stressate?

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