21 novembre 2019
Aggiornato 01:30
La malattia «ruba ricordi»

Alzheimer, un test del sangue lo smaschererà con anni di anticipo

Un nuovo esame del sangue, messo a punto da un team internazionale di scienziati, è in grado di prevedere l’insorgenza dell’Alzheimer con molti anni di anticipo

Un esame del sangue smaschera l'alzheimer con anni di anticipo
Un esame del sangue smaschera l'alzheimer con anni di anticipo Shutterstock

L’Alzheimer potrebbe avere i giorni contati, grazie a un nuovissimo studio pubblicato su Nature Medicine. Dai risultati ottenuti, infatti, è emerso che questa temibile malattia potrebbe essere smascherata con diversi anni di anticipo. Ovvero, decisamente molto tempo prima che i sintomi facciano la loro comparsa. Anche se al momento non abbiamo trovato ancora una cura davvero efficace per contrastare la malattia ruba ricordi, ciò che è certo è che intervenire prematuramente potrebbe fare la differenza in termini di qualità di vita. Ecco i dati ottenuti dagli esperti dall'Università di Washington.

Un esame del sangue per smascherare l’Alzheimer

Grazie all’incessante ricerca medica, alcuni scienziati sono riusciti a mettere a punto un esame del sangue in grado di rilevare una proteina spia. Si tratta, in sintesi, di un marker che evidenzia il danno cerebrale provocato dall’Alzheimer nel momento in cui si trova ancora nelle fasi iniziali. Quindi, prima della comparsa di qualsiasi sintomo, si può avere una diagnosi della malattia. La ricerca è ancora allo stadio iniziale, tuttavia i primi test - condotti sugli esseri umani - sembrano aver prodotto risultati più che positivi. L’esame, in particolare, è stato sperimentato su pazienti affetti da una rara forma ereditaria di Alzheimer precoce. Ma l’idea è quella di sfruttarlo per qualsiasi danno cerebrale.

Alzheimer e beta-amiloide

A differenza degli altri studi, che si concentravano sulle famose proteine beta-amiloide, quello condotto dagli scienziati dell'Università di Washington, in collaborazione con il Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (Dzne), l'Istituto Hertie per la ricerca clinica sul cervello (Hih) e l'Università di Tubinga, si concentra su un marcatore di diverso tipo. Marcatore che accomuna molti danni cerebrali di questo genere. La proteina ricercata attraverso l’esame del sangue è di tipo filamentoso, denominata Nfl. Essa fa parte della struttura di base dei neuroni.

Alzheimer, danno cerebrale e Nfl

Quando il cervello assiste a un danno o alla morte di alcune cellule nervose, la proteina Nfl fuoriesce nel liquido cerebrospinale, il quale avvolge sia cervello che midollo, arrivando poi nel flusso ematico. Grazie a questo nuovo studio, che ha coinvolto ben 400 volontari, gli scienziati sono riusciti a dimostrare che l’aumento della proteina Nfl a livello sanguigno rispecchia in modo preciso l’entità del danno cerebrale. La ricerca è stata condotta su 247 portatori dei geni di una forma di Alzheimer precoce e 162 familiari sani.

La perdita di massa cerebrale

Durante la ricerca, «siamo stati in grado di prevedere la perdita di massa del cervello e i deficit cognitivi che si sono poi verificati due anni più tardi», ha dichiarato il ricercatore Mathias Jucker del Centro Tedesco per le Malattie Degenerative. «Il marcatore del danno cerebrale potrebbe essere facilmente inserito nei test di screening usati in neurologia. Lo abbiamo validato in malati di Alzheimer perché sappiamo che il loro cervello va incontro a una forte neurodegenerazione, ma questo marcatore non è specifico: alti livelli nel sangue potrebbero essere la spia di molte malattie neurologiche e traumi», conclude il radiologo Brian Gordon dell'Università di Washington.