25 gennaio 2020
Aggiornato 21:30
Sonno

Bastano 5 giorni di sonno ridotto per danneggiare il cervello

Dormire poco, anche solo per pochi giorni, potrebbe danneggiare il cervello. Ecco i risultati di una recente ricerca scientifica

Scienziati di tutto il mondo ce lo ripetono da anni: dormire bene è essenziale per mantenere una salute ottimale. Una carenza di sonno protratta nel tempo potrebbe infatti scatenare gravi complicanze come malattie cardiovascolari, sindromi metaboliche e riduzione della memoria. Ma un recente studio ha evidenziato come siano sufficienti soli cinque giorni per lasciare segni negativi facilmente evidenziabili a livello cerebrale. Ecco i risultati di uno studio pubblicato su Sleep.

Segni sul cervello
Dormire poco, anche per soli cinque giorni, potrebbe lasciare segni sul cervello che evidenziano danni alla sua struttura. Più precisamente vengono deteriorate le fibre nervose. Questo è quanto recentemente suggerito da un team di ricerca dell’University of Wisconsin-Madison che ha svolto uno studio in collaborazione con l'Università Politecnica delle Marche (Ancona). I due gruppi di ricerca sono stati guidati rispettivamente da Chiara Cirelli e Michele Bellesi.

Assottigliamento della guaina protettiva
Non dormire in maniera adeguata, anche per pochi giorni, sembra provocare un assottigliamento della guaina protettiva – la mielina – che ha lo scopo di isolare i nervi. Per arrivare a tali conclusioni i ricercatori hanno condotto lo studio su modello animale. «Abbiamo tenuto svegli i topi per 4 giorni e mezzo, quindi la riduzione di sonno è stata circa del 70% (cioè i topi dormivano solo un terzo del normale). Se volessimo traslare questa limitazione del sonno a un uomo che dorma in media 7 ore a notte – spiega Bellesi durante un’intervista ad Ansa - significherebbe farlo dormire circa due ore per notte per 4 giorni e mezzo».

Effetti immediati
A seguito della limitazione del sonno indotta nei roditori, i ricercatori hanno potuto constatare come gli effetti negativi siano comparsi in maniera velocissima. Dopo breve tempo, infatti, lo spessore della mielina è diminuito vistosamente. Quest’ultima è una sostanza isolante che funge da rivestimento per gli assoni dei neuroni ed è formata soprattutto da lipidi e proteine. Il compito principale della mielina è permettere la conduzione degli impulsi nervosi e migliorare la velocità di trasmissione.

Tempi inferiori
Secondo i ricercatori, un danno simile si può verificare anche dopo una deprivazione del sonno meno intensa che, tuttavia, dura più a lungo nel tempo. Per esempio dormire solo cinque ore per diverse settimane. «Non sappiamo se il deficit di mielina permanga a lungo termine, ma lo studio, il primo di questo tipo, suggerisce che ci possono essere danni strutturali dovuti alla perdita di sonno anche in una struttura come la mielina, considerata di per sé molto stabile», spiega Cirelli. Inoltre, «resta da dimostrare se la stessa cosa accada nell'uomo», precisa Bellesi. Per determinarlo, secondo i ricercatori, si potrebbe sfruttare la PET (tomografia ad emissione di positroni) con traccianti radioattivi.