13 dicembre 2018
Aggiornato 22:30

Fai sport: puoi vivere fino a 7 anni in più

Fare attività fisica e sport consente di prevenire malattie cardiovascolari, metaboliche e persino cancro. Ecco quanto movimento devi fare
Lo sport ti fa vivere 7 anni in più
Lo sport ti fa vivere 7 anni in più (VGstockstudio | Shutterstock)

E’ un farmaco naturale, non costa niente e lo può fare chiunque. Si chiama sport e ce n’è per tutti i gusti e tutte le età. Non esiste un valido motivo – se non una malattia acuta in corso – per star fermi quando non lavoriamo in ufficio. Il movimento, sotto qualsiasi forma, è salutare mentre la sedentarietà è sempre deleteria. Ma l’attività fisica è talmente ricca di benefici, che secondo alcuni esperti ci permetterebbe di vivere fino a 7 anni in più. Ecco perché.

Stare fermi è pericoloso
Stare fermi troppo a lungo può causare notevoli problemi di salute, specie dal punto di vista cardiovascolare. A suggerirlo sono stati proprio alcuni cardiologi durante il congresso nazionale della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare Siprec. «La sedentarietà è un importantissimo fattore di rischio cardiovascolare. Secondo i dati dell’Oms l’inattività fisica è il quarto fattore di rischio di mortalità globale, responsabile del 5-6 per cento di tutti decessi, pari a oltre 3 milioni di persone per anno. Come causa di morte a livello mondiale, essa è preceduta solo dall’ipertensione arteriosa, dal fumo e dall’iperglicemia», spiega Roberto Pedretti, presidente del Gruppo Italiano di Cardiologia Riabilitativa e Preventiva.

Rischi anche il cancro
La sedentarietà non impatta negativamente solo l’apparato cardiovascolare ma mette a serio rischio anche la salute generale predisponendo l’organismo alla comparsa del cancro. «L’inattività fisica è nel mondo causa di circa il 21-25 per cento dei tumori di mammella e colon, del 27 per cento dei casi di diabete e di circa il 30 per cento dei casi di cardiopatia ischemica. Nonostante questo, purtroppo, troppe persone continuano ad essere fisicamente non attive», continua Pedretti.

I numeri
Quattro persone su dieci sono fisicamente non attive e il 9% delle malattie cardio-vascolari sono causate dalla sedentarietà, insieme al 16 percento dei casi di cancro al colon e il 15% di morte prematura. Ma fare sport può cambiare le nostre sorti: «chi è attivo e normopeso vive circa 7 anni più a lungo rispetto ai sedentari obesi».

La chiave per vivere più a lungo
Secondo gli esperti basta una mezz’oretta di attività fisica al giorno - o 150 minuti a settimana, come suggerito dall'OMS - come anche una semplice camminata, per aumentare l’aspettativa di vita. Questa sarebbe anche la chiave per ridurre il’28% le morti premature. A suggerirlo sono stati alcuni ricercatori dell’University College di Londra, che hanno pubblicato i risultati del loro sulla rivista scientifica BMJ Open. I benefici per la salute dell’essere fisicamente attivi fin dai giovani impedisce di soffrire di patologie più o meno rilevanti quando si è anziani. Può infatti prevenire malattie cardiache e cardiovascolari, la demenza, l’osteoporosi, l’osteoartrite e le fratture ossee. «L’impegno anticipato nello sport e nell’esercizio strutturato può essere vitale per sviluppare le competenze motorie necessarie per creare un’abitudine permanente per l’attività fisica – spiega il dott. Daniel Aggio – Tuttavia, può anche essere importante offrire opportunità per intraprendere altre forme di attività fisica, come il camminare, durante la transizione verso la vecchiaia». Dai risultati dello studio, condotto su quasi dodicimila persone, è emerso che chi praticava un qualche sport durante la mezza età aveva più probabilità di fare attività fisica più intensa anche vent’anni dopo: in media, questi avevano 5 volte maggiori probabilità. «Una possibilità è che il piacere per le persone di praticare sport è più probabile che persista nella vecchiaia rispetto alle preferenze per altri tipi di attività – commentano gli autori dello studio – La partecipazione sportiva nella mezza età può aiutare a mantenere la funzione fisica e l’efficacia dell’attività fisica più avanti nella vita, aumentando la disponibilità psicologica e fisica della [attività fisica] nella vecchiaia», concludono i ricercatori.

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