25 gennaio 2020
Aggiornato 22:00
Test sugli animali

Obesità: stop ai test sugli animali. Da ora in poi si useranno cellule umane ingegnerizzate

Grazie a un nuovo studio italiano condotto dal Centro Piaggio di Pisa si potranno studiare le malattie metaboliche senza test su animali

Stop ai test sugli animali. Arrivano i tessuti ingegnerizzati
Stop ai test sugli animali. Arrivano i tessuti ingegnerizzati Shutterstock

PISA - Una nuova soluzione che senz‘altro incontrerà il consenso della maggior parte degli animalisti. Grazie al progresso tecnologico e scientifico, infatti, molti topolini saranno risparmiati dai più o meno atroci test sugli animali. Almeno per quanto riguarda gli studi sull’obesità. Ciò che ha reso possibile questo cambio di rotta è la possibilità di utilizzare tessuti ingegnerizzati in grado di riprodurre con precisione le funzioni metaboliche umane. Ecco di cosa si tratta.

Mai più cavie da laboratorio
Da ora in poi sarà possibile accedere a una tecnica completamente nuova grazie all’ingegneria medica. E, soprattutto, non verranno più adottati metodi – da alcuni considerati crudeli – con le cavie da laboratorio. La nuova tecnica è stata recentemente descritta nella famosa rivista scientifica PlosONe.

Ideatori italiani
La metodica è stata resa possibile grazie all’idea di un gruppo di ricerca italiano del Centro Piaggio dell’Università di Pisa in collaborazione con l'Istituto di Fisiologia Clinca del CNR di Pisa e l'Università di Padova. «Fino ad oggi, l’uso di modelli animali per lo studio di disturbi metabolici era l’unico metodo esistente. Ma è un metodo con dei limiti perché l’obesità è un disturbo prettamente umano, e dipende dalla dieta e dallo stile di vita e questo è difficilmente riproducibile negli animali, che raramente mangiano più del necessario», spiega Arti Ahluwalia, coordinatore della ricerca.

Unione di tessuti
Gli scienziati sono riusciti a dar vita a un sistema in vitro, non composto da singole cellule bensì da diversi tipi di tessuti come il grasso, il fegato e il tessuto vascolare. Tutti sono connessi grazie a dei minuscoli canali microfluidici. Questi consentiranno ai ricercatori di studiare la comparsa dell’infiammazione e dei relativi danni vascolari legati all’aumento di tessuto adiposo.

Un centro all’avanguardia
«Da molti anni ormai il Centro Piaggio dell’Università di Pisa è all’avanguardia nello studio di alternative alla sperimentazione animale. Non è una scelta dettata dall'ideologia, ma dall'evidenza sperimentale e dal progresso scientifico, che ci dicono che questa è una strada migliore per avere modelli sempre più precisi dei sistemi biologici, migliorando quindi al contempo le condizioni dell'uomo e degli animali, e approfondendo le nostre conoscenze su come funziona il nostro corpo».

I risultati
In seguito ai risultati ottenuti dai ricercatori è stato possibile evidenziare come i danni ai tessuti aumentano sempre in maniera proporzionale alla quantità di grasso. Questo consente a studiosi di tutto il mondo di intraprendere una strada completamente nuova per studiare i meccanismi cellulari che sottendono la risposta dei tessuti all’eccesso di nutrizione.

Studi precedenti
La professoressa Ahluwalia già da anni segue studi in merito e l’applicazione di questa nuova metrologia in sostituzione della sperimentazione animale è stata possibile grazie a una precedente scoperta pubblicata lo scorso anno su Scientific Reports. Durante tale studio il team di Ahluwalia era riuscito a dimostrare che è possibile applicare a cellule e tessuti coltivati in-vitro le medesime leggi universali - o allometriche -  che regolano il metabolismo di tutti gli esseri viventi.

Fonti scientifiche

[1] Dal Centro Piaggio un sistema di tessuti in-vitro per studiare l’obesità senza test sugli animali La ricerca del team della professoressa Ahluwalia pubblicata sulla rivista PlosONE – UNIPINEWS

[2] Allometric scaling in-vitro - Arti Ahluwalia – Scientific Reports

[3] Systemic and vascular inflammation in an in-vitro model of central obesity Arti Ahluwalia , Alessandra Misto, Federico Vozzi, Chiara Magliaro, Giorgio Mattei, Maria Cristina Marescotti, Angelo Avogaro, Elisabetta Iori