20 novembre 2019
Aggiornato 17:00
Stress e linguaggio

Dimmi come parli e ti dirò quanto sei stressato

Uno studio comporto da un team proveniente da due università ha messo in luce un fatto alquanto particolare: quando siamo stressati modifichiamo il nostro linguaggio

Lo stress modifica il linguaggio
Lo stress modifica il linguaggio Shutterstock

Ognuno di noi parla e si esprime in maniera completamente differente. Nonostante tutti impariamo le stesse regole linguistiche, abbiamo un modo del tutto personale di interpretarle. E se questo è un particolare che ci rende ancor più individui unici, è anche vero che ci sono momenti in cui – quasi senza rendercene conto – utilizziamo un modo completamente differente di comunicare. In quei momenti gli altri potrebbero rendersi conto di quanto è elevato il nostro livello di stress. Ecco perché.

Linguaggio: spia dello stress
Secondo quanto è emerso da recenti ricerche, alcuni variazioni del linguaggio – apparentemente impercettibili – potrebbero rappresentare una vera e propria spia dello stress. In quei momenti, infatti, forse parliamo un po’ meno ma utilizziamo avverbi diversi. Il motivo? È molto semplice: alcuni tipi di avverbi ci permettono di gestire lo stress nel migliore dei modi.

Meglio di un calmante
Forse, dentro di noi, esiste da sempre un metodo che ci permetta di gestire al meglio i momenti difficili. Se ci facciamo guidare dai meccanismi naturali che vivono dentro di noi, probabilmente, riusciamo a ottenere effetti migliori dei classici calmanti. Uno di tali meccanismi potrebbe proprio essere rappresentato dal linguaggio e dall’utilizzo smodato di alcuni avverbi come veramente e incredibilmente.

Perché gli avverbi ci consentono di gestire lo stress?
Gli avverbi ci aiutano a gestire lo stress – secondo gli studiosi dell'Università della California e di quella dell'Arizona – perché agiscono come una sorta di intensificatori emotivi. Utilizzarli, quindi, serve a evidenziare uno stato più elevato di eccitazione. Un altro elemento che contraddistingue il linguaggio dello stressato è la tendenza a ridurre l’uso dei pronomi come «loro». Questo è indice che siamo maggiormente focalizzati su noi stessi rispetto al mondo che ci circonda.

Lo studio
Lo studio, recentemente pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, ha preso in esame 143 persone adulte. Tutti i volontari dovevano indossare obbligatoriamente dei registratori che si accendevano ogni due minuti per 48 ore. Gli scienziati sono così riusciti a ottenere ben 22.627 brevissimi clip di audio. Dopodiché tutte le registrazioni sono state analizzate con attenzione dagli studiosi che hanno evidenziato modifiche del linguaggio. Queste si presentavano maggiormente a livello di avverbi, pronomi e aggettivi.

I geni coinvolti
Per comprendere l’effettivo livello di stress, i ricercatori hanno anche osservato l’espressione di oltre cinquanta geni che da tempo sono stati associati ad alti livelli di stress. Dai loro risultati è emerso che più la condizione era marcata, più i volontari modificavano il loro linguaggio, in particolare a livello di pronomi e avverbi. «Di per sé non hanno particolare significato, ma aiutano a chiarire cosa sta succedendo a chi parla», conclude professor Matthias Mehl, coautore dello studio.