27 novembre 2021
Aggiornato 12:30
Pelle e ipertensione

Lo sapevi? La tua pelle regola il battito cardiaco ed evita l’ipertensione

Alla base della regolazione del battito cardiaco e dell’ipertensione ci sarebbe la nostra pelle, in grado di rilevare le variazioni di ossigeno nell’ambiente

Tutti pensiamo al cuore e alla pressione sanguigna come qualcosa di strettamente collegato all’apparato cardiovascolare. Come ben sappiamo, però, l’organismo umano è un sistema molto complesso che deve essere preso in considerazione come un corpo unico. Non a caso, alcuni scienziati sono riusciti a trovare un’associazione tra la nostra salute cardiovascolare e la pelle. Ecco di cosa si tratta.

Merito dell’ossigeno
Merito o colpa non ci è dato di sapere, sicuramente – grazie ad alcuni scienziati – ora sappiamo che le variazioni cardiache dipendono dalla quantità di ossigeno presente nell’ambiente. La pelle è uno degli organi più grandi che abbiamo a disposizione, presenta un’estensione di ben due metri quadri e pare svolga un ruolo chiave nella regolazione della pressione sanguigna.

Ipertensione e pressione sanguigna
Un recentissimo studio, condotto per ora su modello animale, è riuscito a dimostrare come la pelle sia in grado di svolgere un ruolo sorprendente nella regolazione della pressione sanguigna e nella frequenza cardiaca. Sembra che questo meccanismo sia reso possibile grazie alla risposta di tale organo alle variazioni della quantità di ossigeno presente nell’ambiente.

Perché accade questo?
Molto spesso, alla base dell’ipertensione vi è un ridotto flusso di sangue attraverso i vasi sanguigni presenti nella pelle ed altre parti del corpo. «Dato che la pelle è l'organo più grande del nostro corpo, forse non dovrebbe essere troppo sorprendente che abbia un ruolo nella regolazione di un meccanismo fondamentale come la pressione sanguigna», ha dichiarato Randall Johnson, professore presso l'Università di Cambridge.

Fame di ossigeno
In pratica, spiegano gli scienziati, molti dei problemi sono causati dalla fame di ossigeno da parte del tessuto cardiaco. Molto spesso la condizione si evidenzia nei soggetti fumatori, che vivono ad alta quota o in luoghi fortemente inquinati. In questi casi, l’aumento del flusso sanguigno viene controllato da una particolare famiglia di proteine denominate Hypoxia Inducible Factor (HIF).

Lo studio
Durante lo studio, i ricercatori hanno esposto topi geneticamente modificati a condizioni di scarsità di ossigeno. I piccoli roditori erano sprovvisti di una delle proteine principali della pelle (HIF-1a o HIF-2a). Dai risultati è emerso che si sono evidenziati variazioni negative a livello di frequenza cardiaca, pressione arteriosa, temperatura cutanea e attività generale.

Tutto dipende dalla pelle
«Questi risultati suggeriscono che la risposta della nostra pelle a bassi livelli di ossigeno può avere effetti sostanziali sul modo in cui il cuore pompa sangue intorno al corpo», ha spiegato Andrew Cowburn, coordinatore della ricerca.

Bisogna riscrivere tutto?
Ciò che viene facile domandarsi è se molte nozioni scientifiche debbano o meno essere totalmente riscritte. Studi precedenti, infatti, avevano mostrato come la regolazione della pressione sanguigna dipendesse dal cervello, dai reni e dai vasi sanguigni. Al contrario, quest’ultimo studio «suggerisce che potrebbe essere necessario esaminare altri organi e tessuti del corpo e vedere come essi sono implicati», nel controllo della pressione sanguigna. È indubbio che l’organismo umano è una macchina alquanto complessa e articolata e per apprendere appieno il suo funzionamento, forse, dovremmo osservarla interamente piuttosto che concentrarci su singoli distretti. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica eLife.