24 agosto 2019
Aggiornato 01:00
Vaccini

Vittoria dei pro-vax: gli italiani scelgono i vaccini. Movimento 5S «serve un garante della privacy»

Gli italiani hanno compreso l’importanza dei vaccini e scelgono di seguire il decreto sull’obbligatorietà vaccinale. Ma il movimento 5 stelle richiede un garante della privacy

La rivincita dei pro-vax
La rivincita dei pro-vax Shutterstock

Per fortuna gli esiti riguardo il decreto sull’obbligatorietà vaccinale sembrano essere positivi. La maggior parte degli italiani dice sì alla scienza e i no-vax si stanno riducendo all’osso. D’altronde non hanno sufficienti argomentazioni validi per accogliere schiere di fedeli al loro fianco. «Ci sono solo pochi casi di irriducibili che rifiutano di farli», ha dichiarato il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

L’Italia non è più divisa in due
Inizialmente sembrava che la nostra penisola fosse divisa in due: nei pro-vax e in quelli che temevano l’inoculazione del farmaco quasi come la peste. Ma ora le cose stanno cambiando. Sono molte le persone che hanno compreso l’effettiva necessità del vaccino e la scarsità di informazioni riguardanti un’eventuale nocività. E poi prima c’erano «anche altre persone che non sapevano nemmeno che dovevano fare i vaccini. In tutti questi casi – continua Lorenzin - abbiamo cercato di venire incontro ai genitori, ricordando a tutti che basta fare la prenotazione online, per telefono o anche con raccomandata con ricevuta di ritorno. In alcuni casi siamo riusciti a risolvere il problema con il sostegno della rete scolastica il giorno stesso».

1500 telefonate al giorno
L’effetto collaterale sul cambio dell’obbligo sui vaccini è stato che le Asl sono state totalmente sommerse dalle telefonate. Venivano richieste le informazioni più atipiche, tanto era la confusione. Ma per fortuna ora anche i genitori d’Italia sembrano aver compreso il meccanismo che, tutto sommato, non è poi così complicato. «Siamo passati da 1500 telefonate al giorno, nel momento di picco dell'informazione, a circa 300 telefonate al giorno. Sono informazioni che ci chiedono le stesse strutture scolastiche oppure si tratta di qualche chiarimento che ci chiedono i genitori. Quindi non abbiamo avuto particolari segnalazioni. Anzi, devo dire che le famiglie hanno risposto con molto favore. E ci hanno chiesto la vaccinazione per il meningococco B», conclude Lorenzin. Insomma, se tutto andrà per il meglio, la maggior parte degli italiani sarà protetto contro il 90% delle malattie potenzialmente mortali. Sempre che non ne arrivino altre in futuro. Ora, però, resta da chiarire ancora un piccolo dettaglio: quello sulla privacy.

Movimento 5s: serve un garante della privacy
«La legge sull’obbligo dei vaccini e le circolari operative dispongono il trasferimento e trattamento di dati sensibili, idonei a rivelare lo stato di salute di minori e adulti. A quanto ci risulta ciò è avvenuto senza che sia stato contemplato alcun intervento del Garante della privacy né fatti specifici riferimenti al Codice della privacy. Eppure il Codice stesso prevede che ciascun ministro consulti il Garante all'atto della predisposizione delle norme regolamentari e degli atti amministrativi suscettibili di incidere sulla privacy», queste le osservazioni – abbastanza risolute – dei deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali in un’interrogazione a prima firma Dalila Nesci.

Una richiesta al Ministero della Salute
«Alla luce di questi elementi chiediamo al ministero della Salute se intenda adottare misure, e quali nel caso, al fine di rendere il trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute di minori e adulti conforme alle disposizioni vigenti, anche per tutelare i diritti previsti dal Codice della privacy», continuano i 5 stelle. «Se si considera che la Legge prevede la trasmissione di dati sensibili di minori dalle ASL agli istituti scolastici anche laddove l'avvenuta vaccinazione non è un requisito di accesso, appare sproporzionato e non motivato il trasferimento alle scuole di dati sensibili che non sono propriamente funzionali all’assolvimento dei compiti delle istituzioni scolastiche. Tanto il decreto-legge sui vaccini quanto le circolari del ministero della Salute e del Miur del 16 agosto 2017 e del 1 settembre 2017 - che hanno fornito le indicazioni operative - non sembrano infatti garantire il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali nel trattamento dei dati sensibili laddove non è prevista alcuna anonimizzazione né alcuna misura atta a garantire il principio di necessità, pertinenza, completezza e non eccedenza dei dati. Ad esempio, quando viene contemplata la possibilità di spostare i minori da una classe all’altra o di non accettarli presso le strutture scolastiche sembra ipotizzarsi il mancato rispetto dei suddetti diritti poiché tali misure consentirebbero di correlare l'esistenza di un particolare stato di salute al soggetto interessato», concludono i pentastellati. Che dire? Ancora una volta rimaniamo in attesa della risposta del Ministero della salute.