Vaccinazioni, Asl e privacy

Vaccini e rischi per la privacy: Codacons «Asl non potranno comunicare dati sui bimbi»

Il Garante per la Privacy accoglie l'istanza presentata dal Codacons sui rischi che le Asl potessero trasmettere alle scuole dati sensibili riguardanti i bambini non vaccinati. Tuttavia, secondo l'Associazione, «Rimangono rischi per privacy famiglie»

Bambini, vaccini e scuola: accolta l'istanza del Codacons
Bambini, vaccini e scuola: accolta l'istanza del Codacons (LStockStudio | shutterstock.com)

ROMA - Accolta l'istanza presentata nei giorni scorsi dal Codacons all'Autorità per la protezione dei dati personali sul rischio che le Asl potessero trasmettere dati sensibili dei bambini alle scuole. Così, il Garante per la Privacy, riassume il concetto che le scuole potranno trasmettere alle Asl gli elenchi dei bambini iscritti, ma non sarà in alcun modo possibile il flusso inverso, ovvero il passaggio di dati sui bimbi non vaccinati dalle Asl agli istituti scolastici.

«E' stato impedito un abuso ai danni dei bambini e delle famiglie, perché molte amministrazioni volevano applicare il decreto Lorenzin avvalendosi delle Asl per comunicare alle scuole gli elenchi dei bimbi non vaccinati - spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi - Una prassi del tutto fuorilegge che il Garante ha bocciato, sostenendo come al momento «manca un'adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole». Rimangono tuttavia alcuni aspetti critici nella gestione dei dati tra scuole e Asl, perché consentire alle istituzioni scolastiche di dar vita a questo incredibile flusso di dati personali senza aver adeguatamente valutato e messo in condizione le scuole di dotarsi di idonee misure tecnico-operative, equivale ad innescare una miccia, che potrebbe portare alla violazione della normativa posta a tutela dei dati personali con ogni evidente conseguenza sul piano civile, penale, amministrativo ed erariale», conclude Carlo Rienzi.