20 agosto 2019
Aggiornato 17:30
Sospesa la moratoria sui certificati

Obbligo vaccini a scuola, Zaia fa dietrofront e il Veneto si allinea

Il presidente della Regione Veneto, Zaia, aveva emesso una moratoria fino al 2019 sui certificati della vaccinazione obbligatoria per frequentare la scuola. Ora, invece fa retromarcia e la sospende, facendo di fatto allineare il Veneto al decreto nazionale

Vaccinazioni
Vaccinazioni Shutterstock

VENETO – Avevano esultato i no vax del Veneto, per la moratoria sui vaccini promossa dal presidente della Regione Luca Zaia, che estendeva la presentazione dei certificati fino al 2019. Ora invece è arrivata la doccia fredda: niente moratoria sui vaccini. Così, di fatto, con questa retromarcia il Veneto si adegua alla normativa nazionale. Fermo restando però il ricorso al Consiglio di Stato. A seguito della nuova decisione, i bambini da 0 a 6 anni dovranno dunque presentare il certificato di vaccinazione già a partire da quest’anno scolastico – pena l’esclusione da asili e scuole elementari. La battaglia del presidente Zaia, accusa una battura d’arresto, ma la guerra con il Governo non è terminata.

L’annuncio della retromarcia
A dare l’annuncio di questo dietrofront è lo stesso Luca Zaia sulla sua pagina Facebook, il quale riporta la decisione di sospendere «temporaneamente» la moratoria. Una azione dovuta, questa, perché nelle intenzioni si vorrebbe tutelare le famiglie, evitando valanghe di ricorsi legali. Per questo la Regione Veneto ha richiesto al Consiglio di Stato che siano stabiliti e comunicati i tempi per le iscrizioni ai vari gradi scolastici (nidi, infanzia ecc.) dei non vaccinati da 0 a 6 anni. Doccia fredda anche per il leader della Lega Matteo Salvini schieratosi anche lui con il dissenso per la libertà di vaccinazione e contro l’obbligo «sovietico» dei dieci vaccini. Controtendenza si erano però espressi Roberto Maroni, presidente lombardo della Lega, il quale non si era alleato con Zaia e la sua crociata. Allo stesso modo Forza Italia aveva chiesto al presidente della Regione Veneto di ripensarci. Anche l’Ordine Nazionale dei Medici, prima che Zaia facesse retromarcia, aveva commentato la proposta di moratoria: «Non possiamo permetterci coperture a macchia di leopardo, l’85% su un territorio, il 95% su quello vicino perché questo ci esporrebbe al rischio di epidemie».

Soddisfazione della Lorenzin
Dal Ministero della Salute si esprime soddisfazione per la decisione di Zaia, contro la cui amministrazione aveva paventato un ricorso. E il ministro Beatrice Lorenzin commenta: «Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale. Anche dal Miur, e dal ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli giunge un commento: «La legge è chiara e va rispettata». E, per il momento, così pare sia. Anche perché, la stessa Fedeli aveva minacciato ricorsi nel caso si fosse deciso per una proroga da parte della Regione Veneto. Ora i ricorsi non si faranno più, ma non è detto che salti fuori qualcos’altro.