24 aprile 2019
Aggiornato 01:30
Sicurezza alimentare

Listeria anche nel Taleggio: non mangiate il formaggio

Altro prodotto richiamato dal commercio per contaminazione da Listeria monocytogenes, il pericoloso batterio. Lo comunica il Ministero della Salute. Il lotto interessato e i rischi per la salute dal Taleggio Carozzi

ROMA – Dopo il caso della ricotta pecorina di qualche giorno fa, è arrivata una nuova comunicazione da parte del Ministero della Salute per una partita di Taleggio contaminata dalla Listeria monocytogenes, il pericoloso batterio che può causare gravi conseguenza per la salute.
A essere interessato dal provvedimento di richiamo dal commercio è un lotto di formaggio fresco Taleggio latte crudo prodotto dalla azienda CAROZZI FORMAGGI srl BARZIO (LC), LOC. PRATO BUSCANTE.
La comunicazione è stata dalla dallo steso Ministero della salute attraverso il portale dedicato ai richiami alimentari. Oggetto del richiamo un tipo di formaggio preincartato e porzionato commercializzato dai supermercati IPERAL SpA.
Il lotto interessato è il n. 04 190 – ‘TALEGGIO LATTE CRUDO’ con scadenza 28/09/2017.
Chiunque l’avesse acquistato è invitato a non consumarlo e a riportarlo presso il punto vendita per ottenere la sostituzione o il rimborso.

La listeriosi
E’ un’infezione che si trasmette prevalentemente per via alimentare e può avere gravi effetti per la salute dell’uomo. La listeriosi è causata dal batterio Listeria monocytogenes. A essere più soggetti a contaminazione sono i latticini (prodotti da latte non pastorizzato), i formaggi in genere, le carni, le carni lavorate e i salumi, insalate preconfezionate e verdure in genere, il pesce. Il batterio tollera gli ambienti salati e le basse temperature (+2/+4 °C).

Sintomi
Se la dose di batterio infettivo ingerito non è elevata, i sintomi possono anche essere silenti. La malattia però si contrare anche con bassi livelli di carica batterica. In genere i sintomi principali riguardano l’apparato gastro-enterico. Si ricorda per esempio la gastroenterite acuta febbrile che si manifesta nel giro di poche ore dall’ingestione dell’alimento contaminato, a quella invasiva o sistemica.
In gravidanza può esser più problematica e grave. Si può manifestare con una sindrome simil-influenzale con febbre e altri sintomi quali affaticamento e dolori. La listeriosi in gravidanza può avere serie conseguenze sul feto quali morte fetale, aborto, parto prematuro.
Nelle persone debilitate, anziane o con una compromissione – anche temporanea – del sistema immunitario la listeriosi può causare meningiti, encefaliti e gravi setticemie – che possono anche portare alla morte. Tutte le manifestazioni cliniche si possono trattare con l’uso di antibiotici, ma deve essere tempestivo. L’incubazione media del batterio è di 3 settimane, tuttavia possono volerci anche 70 giorni al manifestarsi dei sintomi.

La prevenzione
La lotta alla listeriosi è quella della prevenzione. Seguendo le generali norme di igiene e attenzione si può evitare di ammalarsi.
In particolare è sempre bene lavare sotto l’acqua corrente e risciacquare accuratamente i vegetali crudi come frutta e verdura. Buona norma è cuocerli e sbucciarli prima del consumo. Una volta lavati bisogna asciugarli con un panno asciutto e pulito o della carta da cucina.
Evitare di far venire in contatto carni crude con altri alimenti da consumare.
Allo stesso modo lavare accuratamente le stoviglie, i piani di lavoro e i taglieri dopo aver manipolato cibi crudi a rischio.