16 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Attenzione ai biscottini Prime Pappe bio: contengono una pericolosa micotossina

Il Ministero della Salute dispone il ritiro dal mercato di un lotto di biscotti per la prima infanzia contaminati dalla ocratossina A. Il lotto oggetto del ritiro

Biscottini Prime Pappe
Biscottini Prime Pappe (Quality Food Group S.p.A.)

Giornate dense di attività di richiamo prodotti alimentari. Dopo il vitello tonnato con la listeria, è la volta dei biscottini bio ‘Prime Pappe’, prodotti da Quality Food Group S.p.A. e venduti presso i punti vendita Eurospin. Il motivo del richiamo è la presenza di Ocratossina A superiore ai limiti consentiti dalla legge.

Il lotto di biscotti richiamati dal commercio
A essere stati ritirati dal mercato sono i biscottini bio Prime Pappe in confezione da 320 g. Il lotto contaminato è il numero 8187. La data di scadenza del prodotto è 06/07/2019. Il produttore dei biscottini è Quality Food Group S.p.A. di Via Spilimbergo, 221 – Martignacco (Udine). Il prodotto è commercializzato da Eurospin Italia S.p.A.
Il motivo del richiamo, come detto, è Ocratossina A superiore al limite previsto dal Reg. 1881/2006 e s.m.i. Nel caso si sia già acquistato il prodotto, è consigliato riportarlo al punto vendita per ottenere la sostituzione o il rimborso.

L’Ocratossina A
Con il nome ocratossina A (OTA) ci si riferisce a una micotossina promossa da muffe, a loro volta prodotta da specie che producono alfatossine come A. ochraceus e P. viridicatum, che appartengono ai generi Aspergillus e Penicillium. L’ocratossina A si trova in genere nei cereali, nella frutta secca, nel caffè torrefatto, nel cacao, nella birra e nel vino.
Tra i pericoli derivanti per la salute dall’ingestione di ocratossina A c’è quello di danneggiare i reni, poiché il primo bersaglio della micotossina è proprio il rene. Il rischio è di sviluppare una nefropatia. L’ocratossina A può tuttavia danneggiare anche il fegato, e poiché si tratta di una neurotossina può causar danni anche al sistema nervoso. Intacca anche il sistema immunitario e può causare malformazioni fetali se ingerita da una donna in gravidanza, poiché può attraversare la placenta. Inoltre, si sa che questa tossina ha anche effetti cancerogeni e, in questo caso, si può anche rischiare di sviluppare un cancro alla vescica. Gli esperti ritengono tuttavia che questa micotossina sia pericolosa soltanto se assunta in dosi elevate e se si accumula nell’organismo. Per questo esistono dei limiti imposti dalla legge. Nel caso della ocratossina A, si parla di 120 ng/kg pc quale massima assunzione a settimana.