18 febbraio 2019
Aggiornato 04:30
videogiochi per dislessici

Bimbi dislessici: ecco i videogiochi che fanno bene alla salute

Ancora ricerche a conferma dei benefici derivanti dall’utilizzo dei videogame da parte dei bambini dislessici. I giochi più adatti ai vostri figli

Videogame contro la dislessia
Videogame contro la dislessia

Quale bambino al mondo non ama usare i videogiochi? Playstation, X-box, Pc e Smartphone sembrano infatti essere l’unica passione che accomuna grandi e piccini. E sa da un lato l’abitudine di perdersi in mondi virtuali è stata ampiamente criticata dalla comunità scientifica, ora sembra offrire anche qualche nota positiva. Specie per chi soffre di dislessia.

Non è sempre tempo perso
Per una volta la scienza va controcorrente e in opposizione alla tradizionale educazione dei genitori: i videogiochi non sono tempo perso. Anzi, in alcuni casi possono anche essere estremamente utili alla salute dei bambini dislessici. A tal punto che sono persino rientrati nei programmi di riabilitazione da dislessia. Ma attenzione: non tutti i videogame sono uguali.

L’istruzione divertente
Il bello è che i bambini possono utilizzare videogame divertenti e, allo stesso tempo, migliorare la loro situazione. Ma non si tratta affatto di una nuova trovata degli scienziati, tutt’altro. I primi studi condotti sull’argomento sono iniziati circa 4 anni fa. E tra le università che si sono occupate dell’argomento c’è anche quella di Padova e dell’IRCCS Eugenio Medea, pubblicate su Current Biology. Gli scienziati erano riusciti a dimostrare che i videogiochi di azione sono in grado di agire sui circuiti cerebrali legati alla percezione del movimento. Questo particolare agisce in maniera positiva e indiretta nella velocità di lettura e nell’attenzione visiva. Ma non solo: pare che i giochi siano in grado di migliorare l’attenzione visiva e la comprensione delle informazioni.

I videogiochi entrano a far parte della riabilitazione
I videogiochi sono entrati a far parte ufficialmente nei programmi di riabilitazione della dislessia. E’, bene, tuttavia, sapere qual è il tipo di gioco più adatto al proprio figlio. Uno studio condotto in Australia da ricercatori italiani come Simone Gori del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università di Bergamo, in collaborazione con e Andrea Facoetti del Laboratorio di Neuroscienze Cognitive dello Sviluppo dell’Università di Padova, consulenti scientifici dell’IRCCS «Eugenio Medea» e pubblicato su Scientific Reports, ha evidenziato che alcuni tipi di videogame sono in grado di velocizzare la lettura migliorando l’attenzione visiva e la memoria verbale in alcuni bambini di lingua inglese. «La lingua inglese, diversamente dall’Italiano, richiede regole più complesse di conversione tra lettere e suoni linguistici: è infatti molto più difficile imparare a leggere l’Inglese rispetto all’Italiano. Questo disturbo specifico dell’apprendimento, che impedisce l’automatizzazione della lettura e della scrittura in bambini senza alcuna difficoltà cognitiva e sensoriale ha un’incidenza del 5% per la lingua italiana (1 bambino su 20) e sopra al 15% per l’Inglese (3 bambini su 20)», spiegano Andrea Facoetti e Simone Gori.

Perché accade?
Secondo gli scienziati i videogame aiuterebbero in caso di dislessia perché sono in grado di stimolare alcuni circuiti cerebrali connessi con il miglioramento dell’attenzione visiva, la memoria dei suoni inerenti a un linguaggio e quella verbale.

Quali videogame?
Uno dei giochi che potrebbe essere utilizzato con successo nella dislessia è XoniX. Qui il giocatore deve definire alcune porzioni di spazio legato ad una sfera che l’occhio deve inseguire. «L'obiettivo del gioco è quello di disegnare rettangoli nello spazio che occupa la parte principale dello schermo, evitando i nemici, sia nei margini che nella sezione disegnabile, che possono ucciderti al contatto. Il riempimento di una percentuale della zona disegnata consente l'accesso del giocatore al livello seguente». Così facendo, il cervello si allena ad affrontare problemi di coordinazione. Un altro è Tetris, un gioco ideato da un ingegnere russo che ha mostra dei tetramini in discesa dall’alto. Per poterli collocare nella parte bassa dello schermo, l’utente deve ruotarli e traslarli evitando alcuni ostacoli. Anche in questo caso il gioco permette di migliorare le capacità di orientamento, nonché calcolare e prevedere vari movimenti. Infine, non si può non citare Pacman che aiuta i bambini a fare ipotesi previsionali relativi ai movimenti del nostro fantasmino preferito.