15 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Non ce l’ha fatta la bimba di 2 anni, muore in 24 ore a Bari. Tutto sulla Seu

La bambina di 2 anni ricoverata per sindrome emolitica-uremica non ce l’ha fatta, dopo ventiquattrore di ricovero presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari è deceduta. Che cos’è la SEU, i sintomi e le cure
Latte non pastorizzato può causare la Seu
Latte non pastorizzato può causare la Seu (Shutterstock.com)

BARI – Aveva solo 2 anni ed è stata portata via dalla Sindrome Emolitico-uremica nel giro di 24 ore. È accaduto a Bari, dove le vittime della Seu salgono a cinque, dopo l’ultimo caso della piccola turista francese di 18 mesi in vacanza con la famiglia in una masseria di Copertino (Lecce). La bambina di Corato (BA) era stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva presso l’Ospedale pediatrico Giocanni XXIII di Bari per l’infezione trasmessa dai batteri presenti nel latte non pastorizzato, o crudo. Nonostante gli sforzi dei medici per salvarla e le terapie come la dialisi però la malattia ha avuto la meglio.
Ora sull’origine dell’infezione è stata attivata la segnalazione all’Osservatorio epidemiologico regionale che, tramite Asl e Arpa, stanno indirizzando i controlli ne confronti di prodotti alimentari di diversa natura quali carni, frutta, verdura e prodotti lattiero caseari. Medici, pediatri e strutture sanitarie sono in massima allerta per individuare i possibili segni della malattia nei loro pazienti, in modo da poter offrire cure tempestive ed evitare altre morti. Questo è il secondo decesso per Seu in poco meno di tre mesi. La prima vittima è stata una bimba di 15 mesi di Altamura che aveva mangiato del gelato artigianale.

La Sindrome Emolitico-Uremica: cos’è, i sintomi, le cure, la prevenzione
La sindrome emolitico-uremica (SEU) è una malattia acuta rara causata da un’infezione batterica – spiega Epicentro, il portale dell’Istituto Superiore di Sanità – che rappresenta la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica, in particolare nei primi anni di vita.
In circa l’85% dei casi è ritenuta una complicanza di un’infezione intestinale batterica provocata da ceppi batterici di Escherichia coli (STEC). Questi agenti patogeni producono una potente tossina chiamata vero-citotossina (VT) o Shiga-tossina (Stx). La tossina è trasmessa principalmente per via alimentare, ma può anche essere veicolata attraverso il contatto con animali infetti o un ambiente contaminato oppure per trasmissione interumana attraverso il circuito oro-fecale.
I sintomi della Seu provocata da un’infezione di batteri STEC esordiscono in genere con diarrea (spesso muco-emorragica), vomito, intenso dolore addominale e sonnolenza. Vi sono tuttavia casi in cui non c’è diarrea. Di solito non vi è comparsa di febbre o, nel caso, non supera i 38 °C.
Altri sintomi tipici sono i tre principali: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale – a causa dei quali spesso è necessario ricorrere alla dialisi. Nei bambini la SEU può avere un decorso grave che in alcuni casi può avere esito fatale. Ulteriori sintomi sono riconducibili al danno renale, all’anemia acuta e alla trombocitopenia. Nei casi più gravi possono svilupparsi manifestazioni a carattere neurologico come sonnolenza, confusione, ottundimento del sensorio, strabismo e convulsioni, coma.
La cura della Seu deve avvenire il più presto possibile, poiché la malattia ha un decorso rapido. In linea generale, se non vi sono complicanze che richiedono il trattamento dell’insufficienza renale, si opta per una terapia che non comprenda gli antibiotici, che possono aggravare la situazione – anche se i responsabili sono dei batteri. Secondo l’ISS è invece opportuno monitorare la funzione renale dei pazienti con sospetta infezione intestinale da STEC poiché a rischio di sviluppare la SEU. In ogni caso, in caso di sospetta infezione è sempre bene rivolgersi immediatamente al medico o recarsi d’urgenza al Pronto Soccorso.