16 novembre 2018
Aggiornato 22:30

SEU: cos’è, cause e sintomi della sindrome emolitico-uremica

Cos’è la SEU, quali sono i batteri che la trasmettono e come si diffonde nell'ambiente. Come riconoscerla dai sintomi, la forma genetica, la trasmissione e la terapia
SEU Sindrome Emolitico Uremica
SEU Sindrome Emolitico Uremica (Shutterstock.com)

Negli ultimi giorni si è molto parlato della sindrome emolitico-uremico che ha portato alla morte una bambina di soli due anni, residente in Puglia. Si tratta di una patologia che si evidenzia soprattutto a carico del sangue e dei reni. Colpisce prevalentemente i bambini, soggetti per i quali può diventare estremamente fatale. Ecco cos’è la SEU, quali sono i sintomi e le cause.

Colpa dell’Escherichia Coli
La SEU è, in realtà, una complicazione di un’infezione intestinale causata per lo più dal batterio Escherichia Coli Verocitotossici (sTEC). Questi, producono una tossina molto pericolosa per l’essere umano: la Shiga-tossina o Stx, a volte denominata anche vero-citotossina (VT). Più raramente la sindrome emolitico-uremica è causata un’infezione sistemica da Streptococcus pneumoniae. In altri casi può essere causata da forme genetiche (forme atipiche), nelle quali si può presentare in diversi soggetti appartenenti alla stessa famiglia.

Come si trasmette
In linea di massima, la SEU si trasmette per via alimentare attraverso alimenti crudi contaminati dal batterio. In particolare carne non cotta adeguatamente e latticini preparati con latte crudo. Il contatto può avvenire anche da animali precedentemente infettati con cui si viene in contatto. I focolai epidemici possono manifestarsi con molta frequenza nelle comunità come gli asili, le scuole e le mense di lavoro. In questi posti è necessario mantenere un’igiene perfetta allo scopo di evitare il contagio dalle persone affette da STEC o dalla SEU.

Latte e carne più a rischio
I ruminanti sono la specie che più facilmente trasmette questo batterio. Il problema è che questo genere di animali – in particolare i bovini – sembrano essere asintomatici. Ecco perché attraverso le loro feci possono contaminare la carne (specie durante la macellazione) oppure il latte durante la mungitura. La cottura, d’altro canto, distrugge il batterio.

Le persone più colpite
Le persone più colpite dalla SEU sono soggetti molto giovani che hanno un’età compresa fra gli 0 e i 15 anni. Ma ad essere più a rischio sono i soggetti fino a quattro anni. Tutte le persone colpite hanno un rischio del 25-30% di assistere a complicazioni neurologiche. La morte si verifica nel 3-5% dei casi, la stessa quantità di persone che sopravvive potrebbe aver bisogno di dialisi a vita. È bene anche considerare che la SEU si presenta solo nel 2-7% dei casi di infezione da Escherichia coli O157: H7. Mediamente ogni anno ci sono circa 31 casi di SEU.

I sintomi della SEU
Il periodo di incubazione è relativamente veloce e varia da uno a cinque giorni. I sintomi strettamente legati all’infezione da Escherichia Coli e la sua tossina, sono la diarrea che – generalmente – si presenta allo stadio iniziale e macchiata di sangue, a volte associata a vomito. Dopo alcuni giorni si assiste a un’insufficienza renale acuta determinata dall’assorbimento del batterio a carico delle pareti intestinali. Tale insufficienza di manifesta con una ridotta produzione di urina che, in alcuni casi può addirittura diventare nulla. Ore dopo è possibile che si manifesti anemia emolitica con emoglobina bassa e globuli rossi frammentati, il tutto associato a una ridotta formazione di piastrine.

Prevenzione
Per evitare di essere contaminati dal batterio è importante lavarsi molto bene le mani dopo aver toccato della carne cruda di bovino, capra, pecora, camoscio o stambecco. Non utilizzare mai gli stessi utensili da cucina per alimenti crudi e verdure. Prima dell’uso lavarli accuratamente. Latte e carne vanno cotti con molta attenzione al fine di uccidere il batterio.

Terapia
Se è in corso solo un contagio da STEC (Escherichia Coli) è altamente sconsigliabile la terapia antibiotica, la quale potrebbe permettere la diffusione della tossina nel lume intestinale e dare quindi origine alla forma SEU. Se, invece, è presente insufficienza renale mentre la SEU è già in atto, è indispensabile il ricovero ospedaliero in un centro specializzato in nefrologia, affinché si possa optare per una dialisi, una trasfusione di sangue e una corretta reidratazione.