19 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
SEU

Colpita da un batterio killer. Muore una bambina di 9 anni. Cos'è la SEU, sintomi e cure

Una bambina di soli nove anni viene colpita da un batterio killer e nel giro di breve tempo viene strappata dalle braccia di mamma e papà

Carlotta Trevisan morta a causa della SEU
Carlotta Trevisan morta a causa della SEU Shutterstock

PADOVA - Aveva solo 9 anni la piccola Carlotta Trevisan e una splendida vita davanti a sé. Purtroppo, però, un pericolosissimo batterio l’ha portata via dall’affetto della sua famiglia, lasciando un enorme dolore e vuoto intorno al suo ricordo. Era stata ricoverata da ormai quattro mesi presso l’ospedale di Padova dopo l’infausta diagnosi: sindrome emolitico-urecemica. Patologia, altrimenti conosciuta con il nome di Seu, che avrebbe contratto in estate durante una vacanza in montagna con la parrocchia.

«Addio piccola mia»
«Addio piccola mia»: sono state queste le parole che evocano il grande dolore dei genitori che da poco hanno pubblicato un post su Facebook. La bambina era stata colpita nei mesi estivi dal temibile batterio Escherichia Coli – un patogeno che colpisce molto spesso i bambini ma che in alcuni casi può diventare fatale. Nel caso di Carlotta, infatti, il batterio le ha danneggiato l’intestino, i reni, il cervello e il pancreas portandola a una morte ineluttabile. Sembra che i primi segni del patogeno avessero fatto la sua comparsa il 31 luglio, dopo una vacanza nel Bellunese con i suoi compagni della Parrocchia.

Il commovente post su Facebook
«Dicono che dietro a questi occhi non ci sia più niente, ogni ricordo, ogni azione, le corse in riva al mare dimenticate così in te, ma così dannatamente presenti in me, hai fatto vedere come si sopravvive anche su un filo per tre mesi... nonostante si fosse pure rotto più volte, hai trovato il modo per non precipitare mai... non porterai a casa dei bei voti da scuola... che ora diciamoci pure la verità... non ti piaceva un granché andarci... ma tu continua se puoi... continua che papà... sarà sempre fiero di avere una figlia come te». Questo il messaggio che è stato pubblicato sulla pagina Facebook del padre, in cui emerge un dolore così forte che nessuna parola potrà mai descriverlo nel migliore dei modi.

Cos’è la Seu?
Ne abbiamo parlato in maniera approfondita questa estate, momento in cui anche altri bambini sono stati colpiti da questo temibile batterio. L’Escherichia Coli può colpire in ogni fascia di età, ma nei primi anni di vita potrebbe portare a un’insufficienza renale pericolosissima. Tra la sintomatologia principale ricordiamo anche l’anemia emolitica e la trombocitopenia – una quantità di piastrine estremamente bassa. Nella maggior parte dei casi, i piccoli colpiti da questa grave infezione devono ricorrere alla dialisi.

Come si contrae la Seu
«Nella sua forma tipica (circa l’85% dei casi), la SEU si manifesta come una complicanza di un’infezione intestinale batterica, sostenuta da ceppi di Escherichia coli (STEC) produttori di una potente tossina detta vero-citotossina (VT) o Shiga-tossina (Stx), trasmessa principalmente per via alimentare ma che può anche essere veicolata per contatto con animali infetti o ambiente contaminato o per trasmissione interumana attraverso il circuito oro-fecale. Focolai epidemici possono manifestarsi sia in ambito familiare che in comunità (asili nido, scuole, ecc). Le forme atipiche di SEU hanno in genere un’eziologia riconducibile a fattori genetici e pertanto possono colpire, anche a distanza di tempo, persone della stessa famiglia (SEU familiare). Esistono infine rari casi in cui la SEU si sviluppa come una sequela di un’infezione sistemica da Streptococcus pneumoniae», scrivono Stefano Morabito e Gaia Scavia sul portale dell’Istituto Superiore della Sanità.

Le persone più a rischio
I bambini e i ragazzi fino ai 15 anni di età hanno un maggior rischio di essere colpiti dalla Seu. Le complicazioni neurologiche possono presentarsi nel 25-30% dei pazienti, mentre la morte si verifica nel 3-5% dei casi. Una quantità simile di persone potrebbe aver bisogno di una dialisi a vita. D’altro canto è importante sottolineare che la SEU si manifesta solo nel 2-7% dei casi di infezione da Escherichia coli O157: H7. Da questa estate se ne parla un po’ di più, ma i dati ci dicono che ogni anno ci sono circa 31 casi di SEU.

I sintomi della Seu
L’infezione da STEC generalmente inizia con diarrea muco-emorragica e vomito accompagnati da un forte dolore addominale e letargia. Raramente c’è anche febbre, ma questa difficilmente supera i 38 gradi. Dopo alcuni giorni si assiste a un’insufficienza renale acuta determinata dall’assorbimento del batterio a carico delle pareti intestinali. Tale insufficienza si manifesta con una ridotta produzione di urina che, in alcuni casi, può addirittura diventare nulla. Ore dopo è possibile che si manifesti anemia emolitica con emoglobina bassa e globuli rossi frammentati, il tutto associato a una ridotta formazione di piastrine.

Meglio evitare gli antibiotici
In caso di contagio da STEC generalmente non vengono utilizzati gli antibiotici, essi, infatti potrebbero aumentare la diffusione della tossina nel lume intestinale e dare quindi origine alla forma SEU. Se, invece la SEU è già in atto, è indispensabile il ricovero ospedaliero in un centro specializzato in nefrologia, affinché si possa optare per una dialisi, una trasfusione di sangue e una corretta reidratazione.