26 maggio 2020
Aggiornato 05:30
Prevotella Histicola e sclerosi multipla

Ecco il batterio che curerà la sclerosi multipla: si trova nell’intestino

Un batterio che vive nell’intestino umano, e che scarseggia nei malati di sclerosi multipla, potrebbe essere utilizzato alla stregua di un farmaco per curare la malattia

L’essere umano, affermano le più autorevoli ricerche scientifiche, è un super organismo formato da trilioni di batteri. Sarebbero questi a determinare il nostro stato di salute. Ecco perché avere i microorganismi giusti può fare la differenza in termini di benessere: possiamo ridurre il rischio di ammalarci, guarire più velocemente e – secondo un nuovo studio – anche combattere la sclerosi multipla.

I farma-microbi
Dopo essere stato in parte sequenziato in genoma batterico umano tramite il metodo denominato 16S rRNA, la scienza ha appurato come i microrganismi simbiotici siano in grado di evitare l’insorgenza di alcune malattie o, al contrario, di far sì che si verifichino. Per tale motivo sono molti i ricercatori che hanno cercato di creare dei rimedi farmacologici basati su determinati ceppi batterici che siano in grado di curare o prevenire una grande moltitudine di malattie.

  • Sapevi che…?
    La sclerosi multipla è una malattia autoimmune che incide sul buon funzionamento del sistema immunitario del paziente. È caratterizzata dalla distruzione della la mielina, la guaina che isola i nervi. In questo modo, non essendoci una protezione naturale del sistema nervoso, possono verificarsi danni neurologici continui.

Una nuova frontiera della medicina
«Stiamo entrando in una nuova era della medicina in cui useremo i microbi come farmaci per curare malattie», ha spiegato Joseph Murray, coordinatore dello studio. I ricercatori dell’Università dell'Iowa e della Mayo Clinic, hanno scelto di chiamare il nuovo farmaco brug, termine derivante da bug – ovvero microbo – e drug, farmaco.

Il batterio che cura
Come ben sappiamo, oltre ai tanto temuti batteri resistenti che causano infezioni molto pericolose, ci sono anche quelli definiti buoni. Che, a dirla tutta, sono decisamente in maggior misura rispetto agli altri. Quello descritto nella rivista scientifica Cell Reports e responsabile di una promettente cura contro la sclerosi multipla è la Prevotella histicola.

Lo studio
Per comprendere il ruolo della Prevotella Histicola, già studiata a lungo a causa dei suoi benefici effetti, gli scienziati hanno isolato il batterio da alcuni campioni di flora intestinale prelevato da soggetti sani. Per verificarne l’efficacia lo hanno poi infuso negli animali affetti da sclerosi multipla. Dai risultati è emerso che, in seguito alla terapia con i «farma-microbi», il quadro neurologico dei topolini è notevolmente migliorato. Inoltre si è evidenziata una riduzione della concentrazione di due proteine infiammatorie che promuovono la sintomatologia. D’altro canto sono aumentate le cellule in grado di contrastare la malattia. Tra queste vi sono alcuni tipi di globuli bianchi come i linfociti T, macrofagi e le cellule dendritiche che si occupano di catturare gli antigeni.

  • Sapevi che…?
    L'alterazione del microbioma umano potrebbe essere implicato nello sviluppo del cancro?

Un nuovo farmaco in arrivo?
I ricercatori si dicono molto soddisfatti dei risultati ottenuti. Per tale motivo vorrebbero ora iniziare una sperimentazione sugli esseri umani affetti da sclerosi multipla. Infine, è importante sottolineare che questo non è l’unico studio che evidenzia l’associazione tra sclerosi multipla e scarsità di batteri del genere Prevotella.

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