17 agosto 2019
Aggiornato 18:30
Vaccini obbligatori

Vaccini obbligatori ridotti da 12 a 10. Tutte le novità del nuovo emendamento

Un nuovo emendamento propone di eliminare l’obbligo vaccinale per due vaccini. Ritirata anche la perdita della patria potestà e multe più leggere. Ma la Lorenzin non è d’accordo

nuova proposta di emendamento per il decreto sull'obbligatorietà vaccinale
nuova proposta di emendamento per il decreto sull'obbligatorietà vaccinale Shutterstock

Ancora modifiche per quanto concerne i vaccini obbligatori. Questa volta faranno felici le molte persone che hanno sollevato polemiche negli ultimi mesi. Il primo e più importante cambiamento riguarda il numero di vaccini che scende da dodici a dieci. I vaccini antimeningite (meningococco B e C), infatti, divengono solo più raccomandati. Mentre per gli altri bisognerà attendere che siano trascorsi tre anni per rivedere se la copertura vaccinale consente di eliminare l’obbligatorietà per altre patologie. A prevederlo è un emendamento al comma 1 dell'articolo 1 del decreto sui vaccini presentato questa mattina da Patrizia Menassero (Pd), relatrice del provvedimento.

La proposta
«Sono lieta che la mia proposta sia stata accolta dalla relatrice del provvedimento e mi auguro che possa avere il più largo consenso», ha dichiarato Emilia Grazia De Biasi, presidente della Commissione Sanità del Senato. La Commissione si riunirà nuovamente il prossimo martedì prossimo per proseguire l'esame del decreto.

Patria potestà e multe
Tra le altre polemiche che sono state sollevate nell’ultimo periodo c’era anche quella della perdita della patria potestà. Forse era un po’ esagerato perdere addirittura la patria potestà se non veniva fatto un vaccino al proprio figlio. E, per fortuna, questa normativa sembra non essere più valida. Mentre le multe ci saranno ancora ma pare vengano alleggerite un po’. Di quanto ancora non ci è dato di sapere.

Quali sono i vaccini confermati
La nuova proposta di emendamento conferma l’obbligo vaccinale per tutti i minori di età inferiore ai sedici anni. Loro saranno obbligati a completare tutto il ciclo vaccinale per l’esavalente (anti poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b) e il quadrivalente anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. I bambini potranno evitare di essere sottoposti alla vaccinazione se dimostrano di aver contratto, in passato, una o più patologie. «Il comma 1 viene così modificato: obbligatorietà per l’esavalente e per i vaccini anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella; l’obbligatorietà sarà per 3 anni fino al raggiungimento della copertura vaccinale di sicurezza, passati i 3 anni si rivaluterà sulla base del monitoraggio degli esiti», spiega De Biasi.

Vaccini raccomandati
Vengono declassati a «raccomandati» i vaccini anti-meningococco B e C che, però rimangono totalmente gratuiti per tutte le persone al di sotto dei sedici anni. «I vaccini contro il meningococco B e C ritornano raccomandati e gratuiti all’interno del Piano vaccinale nazionale», continua De Biasi.

Rivalutazione dopo i tre anni
Per quanto riguarda alcune patologie come il morbillo, la rosolia, la parotite e la varicella, al termine dei tre anni dall’emendamento l’obbligo verrà rivalutato. Se le coperture vaccinali saranno molto più elevate, i vaccini potranno divenire solo più raccomandati. «Ritengo che sia una soluzione che innova e che, associata alle altre proposte tra cui il rafforzamento della farmacovigilanza e l’istituzione dell’anagrafe vaccinale, rappresenta un elemento di sicurezza per la salute dei minori e la tranquillità per le famiglie e dà un impulso di lavoro al Ssn in tutte le sue articolazioni a partire dalle Regioni», conclude De Biasi.

Ma c’è chi dice no
Purtroppo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin pare essere scettica riguardo il nuovo emendamento. A suo avviso, il decreto dei vaccini era già perfetto in precedenza e non ha senso appore alcuna modifica. In merito a queste parole non ci resta altro da fare che attendere domani, momento in cui la Commissione si riunirà per il decreto sui vaccini obbligatori.