Punture di insetti

Api, vespe e calabroni. Come difendersi

Come difendersi dalle punture di api, vespe e calabroni. I sintomi e gli interventi di primo soccorso. Parte la campagna «punti nel vivo», di Feder Asma e Allergie Onlus.

Punture di api vespe e calabroni
Punture di api vespe e calabroni (Ruth Swan | Shutterstock)

Alzi la mano chi non è mai stato punto, almeno una volta, da un imenottero: alias api, vespe e calabroni. Se non si è allergici, tuttavia, non c’è da preoccuparsi: a parte un po’ di dolore momentaneo la puntura di questi insetti non lascia alcun danno. Anzi, il veleno di alcuni, come le vespe per esempio, è stato anche studiato come potente anticancerogeno. Nonostante siamo noi ad avere così tanta paura di questi piccoli esseri viventi, è bene dire che sono loro a fare una gran fatica per pungerci tanto che, in alcuni casi (come le api), gli costa la vita. Infatti, quando è arrivato il momento di pungere, tirano fuori il loro pungiglione compiendo un grande sforzo: attaccati al pungiglione ci sono anche gli ultimi segmenti addominali che contengono le ghiandole velenifere.

  • Leggi anche: Una puntura di vespa potrebbe battere il cancro
    Gli scienziati ritengono che il veleno delle vespe potrebbe essere utilizzato quale arma per combattere il cancro, poiché uccide le cellule cancerose senza danneggiare quelle sane

Punto nel vivo: scopri quanto sei allergico
Una nuova campagna di informazione, «Punto nel vivo» ha come obiettivo l’informazione sulle possibili reazioni allergiche si possono avere in seguito a una puntura da imenotteri. Patrocinata da Feder Asma e Allergie Onlus, all’iniziativa aderiscono ben 80 centri allergologici specializzati nella diagnosi e terapia al veleno di imenotteri.

Se sai di essere a rischio, affidati a un vaccino
C’è (quasi) un vaccino per tutto. Anche per le persone affette da allergie a imenotteri. Questa potrebbe essere una delle armi principali per difendersi da api, vespe e calabroni. Il vaccino si chiama AIT e viene eseguito attraverso piccole punture sul braccio che vanno praticate nell’arco di un mese. Terminata la prima fase le punture vanno ridotte a una volta al mese per un anno. Nonostante si chiami vaccino, è importante sottolineare che si tratta di una vera e propria terapia di sensibilizzazione, altrimenti detta immunoterapia specifica.

  • Sapevi che…?
    Il calabrone non è così pericoloso come si pensa. Per essere letale in adulto non allergico potrebbero essere necessarie oltre 100 punture.

I sintomi
Nella maggior parte dei casi, nella sede dell’iniezione – se si tratta di vespe -  si manifesta dolore intenso per qualche minuto, leggero gonfiore e arrossamento. Sintomi che nella maggior parte dei casi svaniscono rapidamente e che, in altri, possono durare alcune ore. «Quando si viene punti e si è allergici al veleno degli imenotteri, i sintomi possono essere localizzati alla sede della puntura oppure estendersi al resto del corpo. Rossore e gonfiore circoscritti in una zona di circa 2-3 centimetri di diametro sono reazioni normali e regrediscono in poche ore, anche spontaneamente», spiega l’allergologa Maria Beatrice Bilò, coordinatrice scientifica della campagna d’informazione Punto nel Vivo a LaStampa.it. I calabroni provocano un dolore un po’ più forte perché iniettano una quantità di veleno leggermente superiore. Le api, invece, lasciano il loro pungiglione all’interno della cute che va rimosso immediatamente. Attenzione, però a non stare troppo vicini ad altri imenotteri. Le api, infatti, dopo aver punto rilasciano nell’aria isopentil acetato, un feromone che allerta tutte le altre api.

  • Sapevi che…?
    Il calabrone può pungere più di una volta, perché il suo pungiglione, a differenza di quello delle api, non è retrattile e non rimane conficcato nella pelle.

L’iniettore di adrenalina
Se si rischia la vita in seguito a una puntura di insetto, sarebbe utile tenere sempre con sé un autoiniettore di adrenalina. Si tratta di un piccolo dispositivo che fa entrare la sostanza nel circolo ematico nel giro di pochi secondi attraverso una punturina che si deve fare nella coscia. Il dispositivo deve essere richiesto dal proprio allergologo.

Si tratta di shock anafilattico?
Se è la prima volta che siete stati punti da un imenottero osservate molto bene i sintomi: se fate difficoltà a respirare, accusate vertigini, vomito, nausea, ipotensione, svenimento e, soprattutto gonfiore a gola e collo, chiamate immediatamente i soccorsi. Questi sintomi, infatti, potrebbero indicare uno shock anafilattico.

Come faccio a sapere se sono allergico?
Se si è allergici è probabile che venga coinvolto tutto il corpo o altri organi. Attenzione, quindi, se si evidenzia un’orticaria generalizzata, febbre, giramento di testa o disorientamento. In tal caso è bene rivolgersi al proprio medico curante.