Salute

Sempre più malati di patologie cardiovascolari

Le malattie cardiache e cardiovascolari sono in continio aumento. Nel 2030 in Europa causeranno 23 milioni di decessi l'anno

Sempre più malati di cuore
Sempre più malati di cuore (sfam photo | shutterstock.com)

ROMA - Cresce a dismisura il numero di persone che ogni anno sviluppano patologie cardiocircolatorie e l'impatto del rischio è significativo. Le malattie cardiovascolari rappresentano, infatti, la prima causa di morte in molti Paesi Europei e si prevede che nel 2030 i decessi annui aumenteranno da 17 a 23 milioni.

Un impatto socio-economico enorme
Sono circa 21 i miliardi di euro spesi ogni anno in Italia per queste patologie (tra costi diretti e indiretti) e, dell'impatto socio-economico, con particolare riferimento al mondo del lavoro, si è parlato oggi a Roma presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in occasione dell'evento 'Insieme al mondo del lavoro per ridurre la mortalità delle malattie cardiovascolari' promosso dalla Fondazione Italiana per il Cuore (FIpC). Circa 550 le persone coinvolte dalla campagna, ma il 21% non era consapevole di avere fattori di rischio cardiovascolare aumentato.

La Campagna di prevenzione
'Lavora con il Cuore' è la campagna di prevenzione avviata nel 2015 dalla Fondazione Italiana per il Cuore, in condivisione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l'intento di valutare i principali fattori di rischio cardiovascolare tramite un semplice test del sangue. 'L'alleanza tra il mondo del Lavoro e la Salute è fondamentale per contribuire alla tutela della salute dei cittadini - ha spiegato Luigi Bobba, Sottosegretario di Stato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - .L'iniziativa portata avanti nel 2015 e nel 2016 in condivisione con la Fondazione Italiana per il Cuore ha rappresentato un grande esempio di sensibilizzazione della popolazione sull'importanza di adottare stili di vita corretti, attivando un circolo virtuoso: avere collaboratori in salute migliora l'ambiente di lavoro, riduce i costi e incrementa efficienza e produttività.'

Un'iniziativa positiva
Dalle valutazioni effettuate sui dati della campagna in collaborazione con il Servizio Prevenzione e Protezione del CNR di Roma e la Società Italiana Studio Arteriosclerosi sezione Lazio, è emerso che il 98% dei lavoratori intervenuti ha giudicato molto positiva l'iniziativa affermando, nell'81% dei casi, che la campagna ha permesso di migliorare le proprie conoscenze sui fattori di rischio cardiovascolari. Il 97% ha dichiarato che avrebbe tenuto conto dei consigli ricevuti e ben il 68,5% si è detto intenzionato a parlarne con il proprio medico.

Le evidenze
"Con particolare riferimento alle considerazioni sui fattori di rischio cardiovascolare, la campagna ha permesso di evidenziare che il 15% dei soggetti era iperteso, il 44% presentava alti livelli di colesterolo nel sangue, il 23% fumatore, il 20% non svolgeva alcuna attività fisica e il 44% era in sovrappeso, di cui l'11% obeso - ha spiegato Roberto Volpe, Ricercatore, Servizio di Prevenzione e Protezione, Consiglio Nazionale delle Ricerche-CNR di Roma - La bontà di iniziative come questa e l'apporto che può dare la medicina sui posti di lavoro risiede, dunque, proprio nell'opportunità di andare a evidenziare quei fattori di rischio su cui si può e si deve agire per una migliore prevenzione'.

I coinvolti
Oltre ai dipendenti del Ministero, sempre nel 2015-2016, la Campagna 'Lavora con il Cuore' ha coinvolto i dipendenti della sede di Milano di Sanofi e quelli di UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione) coinvolgendo complessivamente più di 870 persone. In Italia i costi diretti delle malattie cardiovascolari per il SSN sono di circa 16 miliardi di euro all'anno, ai quali vanno aggiunti circa 5 miliardi di euro in termini di costi indiretti calcolati principalmente come perdita di produttività. "E' importante considerare, comunque, che i costi indiretti non comprendono solo la produttività ma anche le spese sostenute dal sistema previdenziale che è responsabile di fornire prestazioni assistenziali e previdenziali a tutte le persone affette da patologie e che eroga pensioni di inabilità ed assegni di invalidità- ha spiegato Massimo Piccioni, Coordinatore Generale Medico Legale dell'INPS - Le malattie del sistema cardiocircolatorio sono, infatti, al secondo posto tra le cause di invalidità previdenziale, dopo le malattie oncologiche. Sul versante assistenziale, che riguarda invece i cittadini di tutte le età e non solo in età lavorativa, le malattie cardiovascolari rappresentano la quarta causa di morte".