Origini del cioccolato

Cioccolato: dai Maya a oggi. Ecco l’evoluzione del cibo più amato della storia dell’umanità

Dalle prime piantagioni di cacao, alla crema gianduia: com’è cambiato il nostro concetto di «peccato di gola»

Cioccolato: origini storia e curiosità
Cioccolato: origini storia e curiosità (Minerva Studio | Shutterstock)

Esiste forse una persona al mondo che non ama la cioccolata? Fin da bambini è uno dei nostri cibi preferiti, tant’è vero che la crema più famosa – e golosa – al mondo è realizzata proprio con una base di cioccolato e nocciole. Ma cosa conterrà mai questa tavoletta magica per coinvolgere tutti i nostri sensi? Ecco i segreti, la storia e le curiosità dell’alimento più amato della storia dell’umanità.

Il primo cioccolato al mondo: 100% vegetale
Forse pochi sanno che il primo e vero cioccolato, nato ben quattromila anni fa, era un alimento adatto anche ai vegani più convinti. Varie leggende risalenti a quell’epoca raccontano che il cioccolato fu un dono degli dèi, tant’è vero che ancora oggi il suo nome theobroma significa ‘cibo degli dèi’ così come il suo nome antico: kakaw uhanal. Il luogo d’origine è l’America Latina e dobbiamo ringraziare i Maya se oggi possiamo assaporare cotanta squisitezza. Anche se, va sottolineato, che il cioccolato originale tutto era fuorché un alimento dolce. Il motivo? Niente zuccheri aggiunti, solo cioccolato e spezie.

  • Quetzalcóatl, il dio buono
    Un’antica leggenda azteca racconta che fu un dio, dal gran cuore, chiamato Quetzalcóatl che decise di donare agli esseri umani una pianta chiamata cachuaquahitl. Dopo aver insegnato agli uomini a coltivarla, insegnò loro a trasformarla in cioccolata, allora denominata xocolati.

L’antica cioccolata calda
Forse non veniva sempre bevuta calda, ma quello che è certo è che era una bevanda al cioccolato molto simile a quelle che ci gustiamo oggi nelle giornate autunnali. Pare che i Maya facessero arrostire i semi di caco in una pentola di coccio, insieme alla sua polvere tritata con delle pietre. A questo miscuglio, apparentemente solido, veniva aggiunta dell’acqua, un po’ di pepe, cannella e vaniglia. Anche gli aztechi, grazie all’imperatore Montezuma, preparavano una bevanda simile, la cui consistenza somigliava un po’ al malto liquido.

Ci sono stati momenti in cui il cioccolato ha perso la sua fama
Potrebbe sembrare strano ai giorni nostri ma ci sono stati anche momenti in cui il cioccolato non ha goduto di grande fama; anzi si direbbe il contrario. In Europa arrivò soltanto molto tempo dopo: indicativamente nel 1500, epoca in cui nonostante l’aggiunta di zucchero non fu particolarmente apprezzato. Nel 1569, anche Papa Pio V volle assaggiare il sapore del cacao. Unico neo: lo trovò enormemente disgustoso. Perché fosse apprezzato davvero bisognò attendere ancora 200 anni, quando Nicholas Sanders decise di aggiungere il latte al cacao.

La vera cioccolata nacque solo nel 1800
Ebbene, bisognò attendere il 1800 affinché la vera cioccolata comparisse sulla faccia della Terra. La vera rivoluzione la fece un chimico di origini olandesi, chiamato Conrad van Houten. Grazie a lui fu possibile separare il burro di cacao dalle fave di cacao e migliorare colore e solubilità della polvere di cacao. Il segreto? Aggiungere sostanze alcaline come il carbonato di potassio. Questa scoperta diede finalmente una svolta al nostro piacere: nacque la possibilità di gustare la cioccolata calda.

E le tavolette?
Anche le tavolette di cioccolato furono ideate in quell’epoca. Tempo in cui si sentiva la necessità di non sprecare il burro di cacao avanzato durante la pressatura e separazione con il cacao amaro. La prima tavoletta nacque in Gran Bretagna, unendo al cacao lo zucchero e il burro di cacao. Fu a opera della Fry & Sons a metà del 1800 che gli inglesi poterono dare un morso al cioccolato. Ma c’erano ancora miglioramenti da fare: il cioccolato era ancora troppo acido, amaro e leggermente granuloso.

La versione svizzera
Una ventina di anni dopo in Svizzera si tentò di ridurre l’acidità e migliorarne la consistenza. L’idea era quella di aggiungere il latte. Ma il latte è un elemento troppo acquoso e il cioccolato ancora non era dei migliori. L’idea che ribaltò la situazione venne a Henry Nestlé, che aggiunse il latte condensato, da lui ideato. In questa maniera la percentuale acquosa era ridotta al minimo e facilmente emulsionabile con il burro di cacao.

Il cioccolato fondente? È opera di Lindt
Se ami il cioccolato fondente, invece, devi ringraziare Rudolph Lindt che verso la fine del 1800 ideò un nuovo metodo di produzione utilizzato ancora oggi: il concaggio. Grazie a degli appositi rulli, le particelle di cacao divengono talmente infinitesimali da migliorarne l’aspetto, la finezza e l’acidità. Ed ecco a voi il primo cioccolato fondente della storia, che non necessita di aggiunta di latte per essere gustato nella sua essenza.

E la crema Gianduia?
Non potevano finire senza citare la crema Gianduia, tra le più amate dagli italiani – e non solo. La scoperta è decisamente più recente: nasce nel 1964 e i suoi oltre 50 anni di storia l’hanno resa una delle preparazioni più diffuse al mondo. L’idea fu di Pietro Ferrero (un nome assai noto ancora oggi) che possedeva una pasticceria in Piemonte, in una zona tipica di nocciole. Già nel 1946 produce una sorta di prototipo: la Pasta Giandujot, allora venduta ancora in blocchi. Dopo qualche anno realizza la ‘SuperCrema’, tutta da spalmare. Ma intorno agli anni ’60, il figlio Michele Ferrero mette in commercio la prima Nutella e fu subito un successone: venne diffusa in tutta Europa... e poi nel mondo!