5 giugno 2020
Aggiornato 14:00
Cardiologia

La fibrillazione atriale può essere legata a una più ampia gamma di disturbi

Il più comune tipo di disturbo del ritmo cardiaco, la fibrillazione atriale, pare sia legata a una più ampia gamma di disturbi di quanto pensato fino a oggi. Lo studio

Fibrillazione atriale, dietro si possono celare anche altri legami
Fibrillazione atriale, dietro si possono celare anche altri legami Shutterstock

ROMA - La fibrillazione atriale, un tipo comune di disturbo del ritmo cardiaco, pare sia associato a una più ampia gamma di condizioni rispetto a quanto si è sempre creduto. I risultati di un nuovo studio britannico vanno ad aggiungersi «alla crescente letteratura sull’associazione tra la fibrillazione atriale e gli esiti cardiovascolari, al di là dell’ictus». Sono perciò molte le malattie che possono celarsi dietro alla fibrillazione atriale.

Molte più cause
Lo studio condotto dai ricercatori dell’Università di Oxford in Inghilterra e del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno condotto uno studio revisionale di 104 ricerche che hanno coinvolto oltre 9 milioni di persone, di cui circa 590mila affette da fibrillazione atriale. I risultati della revisione, pubblicati sul British Medical Journal (BMJ), hanno rivelato che il noto disturbo del ritmo cardiaco è anche associato a malattie cardiache in genere, insufficienza cardiaca, malattie renali, morte cardiaca improvvisa e a morte per tutte le cause.

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I più influenti sul rischio
Tra le diverse associazioni scoperte, quella più significativa è stata il rischio di insufficienza cardiaca, con un aumento di cinque volte per le persone con fibrillazione atriale. Ma la fibrillazione atriale è stata anche collegata con un duplice aumento del rischio di morte legato agli eventi cardiaci e un 2,3 volte un aumento del rischio di ictus. Quest’ultimo evento cardiaco è stato legato anche a un aumentato rischio di morte, a maggiori spese mediche e una minore qualità della vita, hanno scritto gli autori.

Nuove attenzioni
La scoperta dei ricercatori pone l’accento sulla necessità che medici e specialisti prendano i provvedimenti necessari a ridurre questi rischi per la salute dei pazienti con fibrillazione atriale. Non solo dunque ictus, ma anche altre condizioni che fino a oggi non erano probabilmente state prese in considerazione.

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