18 settembre 2018
Aggiornato 19:30

Come le noci proteggono dalla fibrillazione atriale e dall'insufficienza cardiaca

Un nuovo studio dimostra che mangiare noci o frutta secca regolarmente può impedire lo sviluppo di fibrillazione atriale, insufficienza cardiaca o scompenso cardiaco
Noci proteggono il cuore
Noci proteggono il cuore (gorkem demir | shutterstock.com)

SVEZIA – Mangiare regolarmente frutta secca a guscio, come per esempio le noci, secondo uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Heart protegge dal rischio di sviluppare la fibrillazione atriale e l’insufficienza cardiaca o scompenso cardiaco.

Quante ne servono
Secondo quanto emerso dallo studio, chi consumava da una a due volte a settimana una porzione di noci o frutta secca a guscio aveva in media il 20% in meno di rischio di sviluppare malattie cardiache. Nello specifico, chi consumava più tre porzioni a settimana di noci era maggiormente protetto dal rischio di fibrillazione atriale, che è causa di un pericoloso e irregolare battito cardiaco – spesso più veloce del normale. Oltre a ciò, mangiare frutta secca protegge anche dall’insufficienza cardiaca, una condizione in cui il cuore non riesce a pompare la giusta quantità di sangue necessaria al buon funzionamento dell’organismo.

Basta poco per proteggersi
In base a quanto scoperto, i ricercatori ritengono che anche un piccolo aumento della quantità di noci incluse nella dieta può ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Le conclusioni sono giunte dopo che gli autori hanno analizzato e monitorato per 17 anni la salute cardiovascolare di 61mila svedesi di età compresa tra 45 e 83 anni. In linea generale, mangiare frutta secca a guscio una o tre volte al mese era associato a un rischio inferiore del 3% di sviluppare la fibrillazione atriale, mentre quelli che consumavano noci tre o più volte alla settimana avevano un rischio ridotto del 18%. Meno coerente era il legame tra l’aumento del consumo di frutta secca e l’insufficienza cardiaca, tuttavia è stato rilevano un effetto benefico. «I risultati di questo ampio studio prospettico suggeriscono che il consumo di frutta secca o i fattori associati a questo comportamento nutrizionale possono avere un ruolo nel ridurre il rischio di fibrillazione atriale ed, eventualmente, di insufficienza cardiaca – scrivono i ricercatori – Poiché solo una piccola parte di questa popolazione aveva un consumo moderato (circa il 5%) o alto (meno del 2%) di noci, anche un piccolo aumento nel consumo di noci potrebbe avere un grande potenziale per portare a una riduzione dell'incidenza della fibrillazione atriale e delle malattie cardiache in questa popolazione».

Le noci
Le noci, ma anche la frutta secca in genere, sono una ricca fonte di grassi sani, Sali minerali e antiossidanti, tutti elementi che possono favorire la salute cardiovascolare, hanno detto i ricercatori. In definitiva, lo studio ha mostrato che coloro che consumano regolarmente frutta secca a guscio è più sano e più protetto dalle malattie dell’apparato cardiovascolare. Ma, ricordano gli esperti, a questa buona pratica è sempre necessario associare uno stile di vita sano, perché se il proprio stile di vita non lo è non basta un po’ di frutta secca a proteggerci da certe malattie.