26 marzo 2019
Aggiornato 15:00

Fibrillazione atriale: sperimentata una nuova tecnica di mappaggio

Migliorare l’efficacia del trattamento della fibrillazione atriale si può. La nuova possibilità è offerta dal Centro Cardiologico Monzino, il primo ospedale in Italia a sperimentare ‘Acutus’, l’innovativa tecnica di mappaggio del cuore

Fibrillazione atriale
Fibrillazione atriale Shutterstock

MILANO - Il primo ospedale in Italia a sperimentare ‘Acutus’, la tecnologia innovativa che migliora l’efficacia del trattamento della fibrillazione atriale è il Centro Cardiologico Monzino. «Si tratta – spiega il prof. Claudio Tondo, Responsabile dell’Aritmologia del Monzino – di un nuovo sistema di mappaggio del cuore, che utilizza gli ultrasuoni per ricostruire l’anatomia cardiaca e identificare i circuiti elettrici critici, responsabili delle anomalie del ritmo più complesse».

Un passo avanti
Con il sistema Acutus si è compiuto un passo avanti rispetto ai sistemi di mappaggio oggi in uso. Questi infatti utilizzano il contatto di un catetere per esplorare la parete cardiaca e trovare i circuiti ‘impazziti’; il nuovo sistema invece è più rapido e flessibile. Acutus si avvale di uno speciale catetere che si può gonfiare e sgonfiare, assumendo le dimensioni di una pallina. Questa si posiziona in mezzo alla cavità cardiaca e da lì inizia a emettere ultrasuoni: in pochi secondi viene così ricostruita un’ecografia del cuore in 3D, con l’anatomia della camera cardiaca e la mappatura dei circuiti elettrici.

Individuare dove origina la fibrillazione atriale
«Con una velocità straordinaria – sottolinea il prof. Tondo – riusciamo a individuare in quali punti esattamente ha origine la fibrillazione atriale e quindi dove è necessario eseguire l’ablazione, la procedura che tramite catetere va a neutralizzare i circuiti critici. Insieme alla rapidità, anche la flessibilità di questa nuova tecnologia fa la differenza. Non di rado infatti accade che, a seguito dell’intervento ablativo, l’aritmia cambi il suo punto di origine. Grazie alla guida ecografica del sistema – prosegue l’esperto – il cardiologo può effettuare subito una nuova ablazione senza ripetere la procedura di ‘mappatura per contatto’, che richiede molto più tempo».

Ottimi risultati
«Abbiamo già eseguito una decina di casi con ottimi risultati – aggiunge – e abbiamo avviato uno studio clinico per pazienti con fibrillazione atriale cronica. Siamo entusiasti delle possibilità che offre il nuovo dispositivo per migliorare il trattamento di una malattia così complessa e invalidante». Con la sperimentazione di questo sistema possiamo affermare ancor più a ragione che il Monzino è un riferimento nazionale ed europeo per l’aritmologia e soprattutto possiamo assicurare ai nostri pazienti che troveranno qui la maggiore expertise e la più avanzata tecnologia oggi disponibili», conclude il prof. Tondo.

La fibrillazione atriale
Con circa 400mila pazienti in Italia e 60 mila nuovi casi ogni anno, la fibrillazione atriale è il disturbo del ritmo cardiaco più diffuso nella popolazione, anche giovane, e rappresenta uno dei maggiori fattori di rischio per l’ictus. Chi soffre di fibrillazione atriale sente il ritmo del cuore diventare accelerato, caotico, e può provare palpitazioni, stordimento, fiato corto, difficoltà respiratorie. Talvolta tuttavia il disturbo è asintomatico, e il paziente si ritrova a convivere con un rischio trombo-embolico elevato senza saperlo.