25 febbraio 2020
Aggiornato 02:00
Scienza e approfondimenti

Tessuto adiposo bianco e bruno, ovvero come straformare il grasso «cattivo» in «buono»

Dimagrire e prevenire il diabete aumentando l’attività del grasso bruno, a discapito del grasso bianco

E il cruccio di molte donne – ma anche molti uomini. Quando si sente parlare di grasso, non si può fare a meno di associarlo a sovrappeso e obesità. Ma non tutti i grassi sono uguali, come ben sappiamo. E non stiamo parlando solo di quello che troviamo negli alimenti, ma anche quello che risiede nel nostro corpo. Esso, infatti, è dotato di due tipi di tessuti adiposi: quello bianco e quello bruno. Ed è quest’ultimo a fare davvero la differenza in termini di salute e forma fisica.

Bat contro Wat
I due tessuti adiposi – bruno o BAT (Brown Adipose Tissue) e bianco o WAT (White Adipose Tissue) – possono essere considerati due antagonisti. Il primo infatti fa paradossalmente accelerare il metabolismo, mentre il secondo è associato a tutta una grande varietà di disturbi che ben conosciamo.

  • Approfondimento: perché è definito tessuto «bruno»?
    Viene denominato tessuto adiposo bruno perché presenta un colore che vira dal marrone al rosso mattone. È presente soprattutto nei mammiferi e avrebbe lo scopo di produrre energia immediata al momento del bisogno. Non a caso gli animali che vanno in letargo ne posseggono in gran quantità allo scopo di avere una sufficiente quantità di energia durante il risveglio.

Le differenze tra grasso bianco e bruno
Il tessuto adiposo bianco lo conosciamo benissimo: sono i classici ‘cuscinetti’ che si trovano a livello addominale e che immagazziniamo quando mangiamo un po’ troppo e male. Questi sono dotati di una singola goccia lipidica che contiene trigliceridi e colesterolo. Il tessuto adiposo bruno – detto anche multioculare – possiede invece molte goccioline lipidiche formate da una miscela di trigliceridi insieme a elementi cellulari che ne permettono una trasformazione pressoché immediata. Quando siamo piccoli possediamo una notevole quantità di tale grasso, ma con il passare del tempo si assiste spesso a un aumento di quello bianco a discapito del bruno. Il grasso bruno è presente già a livello fetale e si trova in maggior misura a livello interscapolare. In linea di massima, più il grasso bruno è attivo, minor quantità di adipe bianco abbiamo.

  • Approfondimento: sai cos’è il tessuto adiposo?
    Il tessuto adiposo fa parte del connettivo ed è dotato di fibre di collagene. Esso forma una grande varietà di spazi nei quali vivono cellule specializzate: gli adipociti. Sono queste i veri contenitori dei grassi che hanno il preciso scopo di stoccare energia e fornirla al momento del bisogno. Inoltre, essendo presenti negli strati sottocutanei hanno la peculiarità di formare una sorta di effetto barriera contro traumi, freddo o calore eccessivo.

Le funzioni del grasso bruno
In realtà la scienza sta cercando di approfondire il suo funzionamento soltanto ora, nonostante sia stato scoperto circa 500 anni fa. Oggi è stato catalogato come un organo a sé stante. Il suo compito più importante è quello di ricavare energia dal cibo che viene introdotto nell’organismo attraverso il rilascio di noradrenalina. Durante tale fase vengono ridotte elevate quantità di grassi bianchi e glucosio, da ciò si evince la sua estrema importanza nel mantenimento del peso forma e nella riduzione del rischio di diabete.

Con freddo e peperoncino promuovi la perdita di peso
Il grasso bruno, come abbiamo visto, è dotato di importanti proprietà per il nostro benessere e il peso corporeo. Ma è più che evidente che alcune persone hanno bisogno di un piccolo ‘aiutino’ affinché possa essere attivato al meglio. Tra i diversi fattori vengono indentificati il freddo e il peperoncino che sembrano attivare al meglio tale meccanismo. In particolare l’esposizione a una temperatura media di 17 gradi Centigradi per un mese e mezzo ha mostrato un aumento dell’attività del grasso bruno, associato a una riduzione del grasso bianco. Effetti simili sono stati ottenuti con l’integrazione di peperoncino nella propria dieta.

Trasformare il grasso «cattivo» in «buono»
Alcuni ricercatori della Johns Hopkins University (Usa) sono riusciti a trasformare il grasso ‘cattivo’ in buono, permettendo una modificazione più rapida del cibo in energia. «Se potessimo indurre il corpo umano a trasformare il ‘grasso cattivo’ in ‘grasso buono’ in grado di bruciare calorie invece di immagazzinarle, potremmo aggiungere un efficace strumento per contrastare l’epidemia di obesità», ha dichiarato il professor Sheng Bi, su Cell Metabolism. I ricercatori sono riusciti a sopprimere un neuropeptide Y (NYP), collegato alla fame, alla temperatura corporea e alla pressione, scoprendo quasi casualmente che il grasso bianco era stato quasi del tutto eliminato in seguito alla termogenesi indotta dal grasso bruno. La loro idea futura è quindi quella di iniettare cellule staminali di grassi bruno nel tessuto adiposo bianco allo scopro di forzare il dimagrimento nelle persone affette da obesità.

  • Leggi anche: Rame, il rimedio bruciagrassi
    Gli scienziati statunitensi hanno trovato come il rame sia fondamentale per bruciare i grassi. Lo studio che mostra come tenere a bada il peso corporeo o combattere l’obesità.

[1] Lidell, M.E. et. al. «Brown Adipose Tissue and Its Therapeutic Potential Journal of Internal Medicine (2014): ePub, accessed August 3, 2014, doi: 10.1111/joim.12255

[2] Cannon, Barbara, et. al. «Brown Adipose Tissue: Function and Physiological Significance American Physiological Society (2004): 277-359, accessed August 3, 2014, doi: 10.1152/physrev.00015.2003

[3] Tate, Philip. Seely’s Principles of Anatomy and Physiology. (New York: McGraw Hill Companies, 2012), 88

[4] Human Skeletal Muscle Mitochondrial Uncoupling Is Associated with Cold Induced Adaptive Thermogenesis – PlosOne

[5] Physiol Rev. 2004 Jan;84(1):277-359. Brown adipose tissue: function and physiological significance. Cannon B1, Nedergaard J.

[6] Brown Fat in Humans: Turning up the Heat on Obesity Patrick Seale1 and Mitchell A. Lazar2

[7] Curr Opin Endocrinol Diabetes Obes. 2010 Apr;17(2):143-9. doi: 10.1097/MED.0b013e328337a81f. Brown fat as a therapy for obesity and diabetes. Cypess AM1, Kahn CR.