19 marzo 2019
Aggiornato 04:30

Smartphone e tablet possono salvarti la vita in caso di attacco cardiaco. Ecco perché

Interventi di emergenza condotti da volontari, migliore conoscenza del primo soccorso e diagnosi veloci in videoconferenza o tramite smartphone

Gli smartphone e le app possono essere utili in caso di emergenza e salvare una vita
Gli smartphone e le app possono essere utili in caso di emergenza e salvare una vita

PENNSYLVANIA - Con l’avvento delle nuove tecnologie la nostra vita è diventata molto più semplice. Non è cambiato solo il nostro modo di comunicare o di lavorare, ma anche quello di star bene. I vari store – di Androide e Apple – propongono infatti centinaia, se non migliaia, di applicazioni che dispensano consigli per la nostra salute. Ma secondo alcuni scienziati statunitensi non è finita qui: le varie piattaforme digitali sembrano migliorare l’assistenza d’emergenza in caso di arresto cardiaco, infarto e ictus. I risultati di uno studio pubblicato su Circulation.

Assistenza rapida
Gli scienziati dell’Università della Pennsylvania hanno esaminato vari studi scientifici scoprendo che avere a disposizione dispositivi mobili può migliorare di molto l’assistenza in caso di emergenza – e di conseguenza la sopravvivenza di un individuo. «Quando i secondi contano, il riconoscimento precoce dei sintomi di arresto cardiaco, infarto o ictus, e una rapida azione, possono fare una grande differenza se qualcuno sopravvive o muore o ha gravi complicazioni in seguito – spiega Raina Merchant dalla University of Pennsylvania (Stati Uniti) – Le piattaforme digitali possono migliorare gli attuali sforzi per istruire le persone su come intervenire in caso di emergenza e imparare cosa fare - compreso come eseguire la rianimazione cardiopolmonare (CPR) e riconoscere i sintomi di ictus - è qualcosa molte persone possono fare e che può salvare molte vite umane», continua Merchant.

Le strategie digitali funzionano
Molti studi sulle strategie digitali sembrano aver evidenziato risultati più che positivi. Durante uno studio condotto in Svezia, per esempio, è stata utilizzata un’applicazione per smartphone che avvisa alcuni volontari – dotati di App – nel raggio di 500 metri che vi è una vittima di arresto cardiaco. Le persone ricevono una notifica e possono recarsi sul posto per svolgere una rianimazione cardiopolmonare (CPR). Durante lo studio si è potuto constatare che il 62% dei volontari è intervenuto tempestivamente proprio utilizzando l’applicazione.

Diagnosi più veloci
Un’altra ricerca condotta in Giappone ha voluto valutare i tempi del reparto di emergenza nella diagnosi di attacco o arresto cardiaco in seguito all’invio in formato digitale di un elettrocardiogramma a vari cardiologi. Dai risultati è emerso che la valutazione è molto più veloce che nel tradizionale invio via fax. Stesso risultato anche per uno studio che ha permesso di valutare l’efficienza di una diagnosi ottenuta da vari specialisti in videoconferenza al fine di comprendere casi di ictus da vari neurologi. «Come molti di questi interventi sono nuovi ed emergenti, è un momento ottimale per effettuare rigorose valutazioni allo stesso modo in cui vengono eseguite per le terapie mediche tradizionali e interventi», conclude Merchant.