24 febbraio 2019
Aggiornato 05:30

Potresti morire d’infarto la Vigilia di Natale a un'ora precisa. Ecco quale e perché

Secondo un nuovo studio, gli attacchi di cuore è più probabile che avvengano alle 10 di sera della Vigilia di Natale

Stress a Natale e rischio infarto
Stress a Natale e rischio infarto

Per molti il periodo natalizio è sinonimo di stress. C’è la corsa ai regali, quella della spesa per i pranzi, le incombenze lavorative e della famiglia… insomma, le festività possono essere un periodo che mette a dura prova la salute del cuore anche nelle persone sane. E, come suggerito da un nuovo studio, in agguato c’è l’infarto del miocardio che, manco a dirlo, potrebbe arrivare inaspettato proprio alla Vigilia di Natale e, per la precisione, alle ore 22:00.

Un periodo pericoloso
Quello che il dottor David Erlinge e colleghi ricercatori dell’Università di Lund, in Svezia, hanno trovato è che il rischio di un attacco di cuore durante le festività di fine anno è più probabile che avvenga intorno alle 10 di sera della Vigilia di Natale, a differenza di quanto avviene per il resto dell’anno quando le probabilità sono maggiori il lunedì mattina o, più in generale, durante la mattinata. Nel caso del Natale, invece, le cose sono invertite e così abbiamo l’infarto serale – sottolineano i ricercatori. Il rischio di infarto, si legge nello studio pubblicato sul British Medical Journal, è stato trovato essere più elevato anche durante il Capodanno e le vacanze di mezza estate, ma non durante le vacanze di Pasqua o in occasione di grandi eventi sportivi – anche se studi precedenti avevano suggerito che vi è un altro rischio di attacco di cuore durante grandi eventi sportivi, eventi atmosferici come uragani e crolli del mercato azionario.

Il fattore tempo
Per comprendere davvero per cosa e quando è più facile avere un infarto, Erlinge e colleghi hanno analizzato l’esatta tempistica di 283,014 infarti segnalati Swedish coronary care unit registry (SWEDEHEART) nel corso di un periodo di 16 anni: dal 1998 al 2013. Quali periodi di controllo, i ricercatori hanno fissato le due settimane prima e dopo una vacanza, e lo stesso periodo dell’anno prima e dopo un evento sportivo. Analizzando i dati, gli autori hanno scoperto che il Natale e le vacanze di mezza estate erano stati associati con un rischio più elevato di infarto (15% e 12% rispettivamente) rispetto al periodo di controllo. La mattina presto (8:00 del mattino) e il lunedì sono stati anche associati a un rischio più elevato.

Il giorno più rischioso
Quello che i ricercatori hanno infime scoperto che di gran lunga la giornata con il più alto rischio di infarto era la Vigilia di Natale, con un aumento del rischio del 37% e con un picco intorno alle ore 22:00. I ricercatori fanno tuttavia notare che in Svezia, la Vigilia di Natale, è il giorno principale della festa e quindi il momento in cui le emozioni sono intensificate e molto probabilmente raggiungono il loro picco. Come si può presumere, a essere più a rischio sono le persone anziane – sopra i 75 anni, i diabetici e, chiaramente, coloro che hanno già qualche problema cardiaco. Tuttavia, anche le persone sane pare siano a rischio. Per questo è bene cercare di prendere le cose con un po’ più di calma in questo periodo dell’anno.

E il Capodanno?
Anche se in molti ritengono che la sera dell’ultimo dell’anno (ossia il 31 dicembre) sia uno dei giorni più a rischio, i ricercatori hanno trovato invece che lo è di più il giorno di Capodanno. Probabilmente complici le mangiate e le bevute della sera prima, i sintomi dell’infarto possono essere nascosti dall’alcol, per cui non ci si rende conto di quanto sta accadendo fino a quando magari è troppo tardi. Gli autori ritengono che questo sia il più grande studio condotto utilizzando i dati relativi agli infarti da un ben noto registro, ma sottolineano che si tratta di uno studio osservazionale, in modo che nessuna conclusione definitiva possa essere tratta circa causa ed effetto, e non possono escludere la possibilità che una parte del rischio possa essere dovuta ad altri fattori non misurati. Tuttavia, gli autori sottolineano che esperienze di rabbia, ansia, tristezza, dolore e lo stress sono stati precedentemente trovati aumentare il rischio di attacco di cuore, così come i cambiamenti nell’attività fisica e nello stile di vita.

Riferimento: ‘Christmas, national holidays, sport events, and time factors as triggers of acute myocardial infarction: SWEDEHEART observational study 1998-2013’, BMJ (2018). DOI: 10.1136/bmj.k4811.