28 settembre 2021
Aggiornato 18:30
Salute del cuore

Non c’è alcun legame tra colesterolo cattivo e malattie cardiache

Un nuovo dibattuto studio afferma che non vi sarebbe alcun legame tra il colesterolo LDL e le malattie cardiache, infarto e ictus. Di fatto, questo renderebbe inutile l’assunzione di statine

ROMA – Un team internazionale di scienziati provenienti da 17 Paesi ha condotto un largo studio in cui si è scoperto che non vi sarebbe alcun legame tra il colesterolo LDL, quello ‘cattivo’ e le malattie cardiache. Secondo gli autori, assumere statine è una perdita di tempo, poiché in questo caso non servirebbero a nulla.

Una lunga storia
Sono decenni ormai che si è accusato il colesterolo di essere la ‘madre’ di tutti i mali, o perlomeno di quelli che interessano il sistema cardiovascolare. Eppure, non tutti sono sempre stati d’accordo. Ora, il nuovo studio che ha trovato spazio sul BMJ Open suggerisce che l’ormai acquisita abitudine di prescrivere statine per prevenire infarto e ictus ha fatto il suo tempo, cioè è meglio lasciar perdere.

Altro che far male!
Lo studio revisionale ha preso in esame 19 precedenti ricerche che hanno coinvolto 68mila persone. Dai risultati dell’analisi è addirittura emerso che in realtà il colesterolo ‘cattivo’ può anche avere un effetto protettivo, scongiurare infezioni e malattie, compreso il cancro. Inoltre, alcuni di coloro che avevano i più alti livelli di colesterolo sono vissuti più a lungo. «La nostra revisione – sottolineano gli autori – richiede una rivalutazione delle linee guida per la prevenzione cardiovascolare, in particolare perché i benefici dal trattamento con statine sono stati sovradimensionati».

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                            - Colesterolo alto, occhio alle statine.

I mali sono altri
Gli autori di questo studio non sono gli unici a sostenere che in realtà il colesterolo non è un nemico. Altri medici, nel tempo hanno affermato tutto ciò. Un autore dello studio e cardiologo di Londra, dottor Aseem Malhotra, ritiene che i grassi siano benefici, mentre il vero nemico sono i carboidrati. Per cui è bene concentrarsi di più sulla resistenza all’insulina, che è un vero flagello e fautore di molte malattie e morti precoci. Lo stesso medico è un acerrimo avversatore delle statine che, ricorda, presentano numerosi effetti collaterali – che spesso superano i benefici – tra cui dolori muscolari, cataratta e perdita di memoria. «La riduzione del colesterolo con i farmaci per la prevenzione cardiovascolare primaria nei soggetti di età superiore ai 60 è uno spreco di tempo e risorse», conclude il professor Sherif Sultan dell’Università dell’Irlanda e coautore dello studio.