15 ottobre 2019
Aggiornato 08:00
Come funziona il cervello

Un’altra incredibile scoperta sul cervello: è pre-adattato ad affrontare qualsiasi situazione

Niente paura, il cervello sa come affrontare le situazioni, anche quelle difficili e inaspettate

PARIGI – C’è un sentimento che accomuna tutti gli esseri umani di ogni età, rango sociale e provenienza: la paura. Si tratta per lo più del timore di dover affrontare qualche situazione difficile o sconosciuta e di dover trovare la forza per farlo. Eppure, secondo una nuova ricerca condotta in Francia, tutto ciò è estremamente sbagliato perché il nostro cervello è pre-adattato per affrontare qualsiasi evenienza.

Dati già pre-caricati
Come una sorta di computer, anche il nostro cervello pre-carica dei dati per poterli utilizzare all’occorrenza. Esso, infatti, sembra in grado di anticipare tutte le nuove – e possibili – situazioni creando una vera e propria ragnatela neurale. Quando – e se – la situazione un giorno avverrà noi saremo pronti ad affrontarla.  È quanto emerge da una ricerca condotta dall’INSERM (Institut national de la santé et de la recherche médicale).

Nasciamo con la capacità di adattamento
Lo studio pubblicato sulla rivista PLoS Computational Biology ha rivelato che sia gli esseri umani che i primati non umani sono in grado di imparare una grande moltitudine di comportamenti – nonostante questi non siano, per così dire, previsti dall’evoluzione naturale. Questo sarebbe possibile da un pre-adattamento formato da infinite connessioni neuronali che formano dei cicli ricorrenti: un po’ come accade per la formazione delle onde in uno stagno. Tale funzione è stata rinominata «reservoir computing» (serbatoio di calcolo).

Le reti sono sempre a tua disposizione
Questo serbatoio è dotato di molti ingressi e combinazioni, il che significa che si può sfoderare al momento giusto un nuovo comportamento in ogni situazione che si presenti. Una sorta di meccanismo innato per il problem solving.

  • Approfondimento: cos’è il problem solving
    La definizione migliore di questo concetto che in realtà significa letteralmente risoluzione del problema, è stata fornita dallo psicologo Gaetano Kanizsa nel suo «Problem solving nella psicologia della Gestalt»: «Un problema sorge quando un essere vivente, motivato a raggiungere una meta, non può farlo in forma automatica o meccanica, cioè mediante un’attività istintiva o attraverso un comportamento appreso».

Una grande svolta nella comprensione del meccanismo di adattamento
«La svolta dimostra che abbiamo fatto un grande passo verso la comprensione della connettività ricorrente locale, presente nel cervello, la quale prepara i primati ad affrontare situazioni illimitate. La ricerca mostra che, consentendo essenzialmente infinite combinazioni di rappresentazioni interne nella rete del cervello, una di loro è sempre a portata di mano per la situazione che si viene a creare», spiegano i ricercatori.