5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
Benessere di corpo e mente

Vivere dove c’è acqua favorisce la salute mentale

Uno studio della Michigan State University afferma che vivere lungo le coste diminuisce il disagio psicologico e favorisce il benessere mentale

WELLINGTON – L’acqua ha il potere di lenire i disagi psicologici e favorire il benessere mentale. Questo quanto scoperto dai ricercatori della Michigan State University con uno studio condotto a Wellington, in Nuova Zelanda, studiando le differenze del vivere in una zona costiera, con vista sull’oceano, o in altri ambiti naturali come la campagna o la montagna.

Effetto ipnotico
Chi forse ama il mare, non soltanto per passarci le ferie, già sa che la distesa d’acqua che invita a perdere lo sguardo può avere un effetto quasi ipnotico – inducendo spesso un senso di rilassamento. A sostenere la tesi dello studio è anche In a Bottle, analizzando il rapporto acqua e benessere. L’intento originale dello studio è stato quello di determinare l’effetto della Natura su ansia e depressione, in particolare nelle aree urbane dove c’è meno presenza naturale.

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Meglio al mare
Utilizzando i dati del New Zealand Health Survey, i ricercatori hanno confrontato le statistiche sulla salute mentale in base ai diversi luoghi in cui viveva la gente. Quello che hanno scoperto è che non c’era alcun effetto significativo per chi vive in zone boschive, mentre, al contrario, i maggiori effetti sull’attenuazione del disagio psicologico si sono riscontrati in chi vive in luoghi con vista mare. Il prossimo passo dello studio, hanno detto gli autori, è capire se esiste una differenza sul «tipo di acqua» che si osserva. Le Hawaii sono state classificate come lo Stato americano dove si vive meglio, un paradiso in pieno oceano. Ma chi vive in prossimità dei laghi? L’interesse dei ricercatori è verificare se esistono stimoli sensoriali differenti tra il suono delle onde e l’odore dell’aria e perciò reazioni diverse sul benessere psicologico. Gli esperti ritendono che queste scoperte potrebbero aiutare a identificare alcuni modi concreti per contribuire a trattare la malattia mentale.

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