27 novembre 2021
Aggiornato 12:30
Ipertensione

Pressione alta? Il succo di ciliegia l’abbassa

Per abbassare la pressione sanguigna alta si può ricorrere a un metodo naturale quanto gustoso: bere succo di ciliegia. Uno studio mostra che gli effetti sono simili ai farmaci e può ridurre la pressione arteriosa di ben il 7 per cento, tagliare il rischio di ictus e di malattie cardiache

NEWCASTLE – Buone e gustose notizie per chi ha la pressione alta, o l’ipertensione. Un nuovo studio britannico mostra che semplicemente bere del succo di ciliegia può abbassare la pressione arteriosa di ben il 7 per cento, al pari di un farmaco. Allo stesso modo, il succo di ciliegia taglia del 38 per cento il rischio di ictus e del 23 per cento quello di malattie cardiache o cardiovascolari.

Buono «come» un farmaco
Lo studio condotto dai ricercatori della Northumbria University ha dimostrato che coloro che bevono del succo di ciliegia ottengono gli stessi risultati di un’assunzione di farmaci contro l’ipertensione. Il merito, secondo gli scienziati, è attribuibile alla buona presenza nelle ciliegie di acidi fenolici, noti antiossidanti. «La dimensione degli effetti sulla pressione arteriosa che abbiamo osservato era paragonabile a quella ottenuta da un singolo farmaco anti-ipertensivo e mette in evidenza la potenziale importanza che le ciliegie Montmorency potrebbero avere nella gestione efficace della pressione sanguigna alta», sottolinea la dott.ssa Karen Keane, principale autrice dello studio.

Funziona anche diluito
I risultati dello studio, pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutrition, evidenziano come il succo di ciliegia sia efficace anche diluito. Lo si è scoperto dopo che i ricercatori hanno somministrato, a un gruppo di volontari con pressione alta, 60 ml di succo di ciliegia Montmorency diluito in 100 ml di acqua o un equivalente placebo al sapore di frutta. Gli appartenenti al gruppo ’’succo di ciliegia’’ hanno visto ridursi la pressione sanguigna nel giro di sole tre ore dall’assunzione, rispetto a quelli del gruppo di controllo.

Modificare i fattori di rischio
«La maggior parte delle malattie cardiovascolari è causata da fattori di rischio che possono essere controllati, trattati o modificati. Questi includono la pressione sanguigna alta, il colesterolo, l’obesità, il fumo, la mancanza di attività fisica e il diabete – spiega la dott.ssa Karen Keane – La pressione sanguigna elevata è la principale causa di decessi per malattie cardiovascolari, ma piccole riduzioni della pressione arteriosa possono avere un grande impatto sui tassi di mortalità». Lo studio è stato finanziato dal Cherry Marketing Institute.