24 giugno 2021
Aggiornato 02:31
Salute cardiovascolare

La solitudine fa venire infarto e ictus

Le persone sole sono più a rischio di avere un infarto o un ictus. Questo l’avvertimento che arriva dagli scienziati del Dipartimento di Scienze della Salute presso l’Università di York

YORK – La solitudine è brutta. Lo è perché le persone che sono o si sentono sole possono non vivere bene e, in genere, sono soggette a problemi d’umore ed esistenziali. Oltre a tutto questo, i ricercatori britannici hanno scoperto che chi è solo può essere più facilmente vittima di malattie cardiache, infarto e ictus.

Tutto è amplificato
Secondo gli esperti, quando si è soli tutto diviene amplificato. Lo stress, le pressioni sul lavoro, l’ansia e le mille problematiche della vita quotidiana. Tutto questo avrebbe un impatto negativo sulla salute cardiovascolare. In base a quanto scoperto dai ricercatori del Dipartimento di Scienze della Salute presso l’Università di York, le persone sole hanno il 30 per cento più probabilità di avere un infarto o un ictus.

Affrontare la solitudine
Essere o sentirsi soli è dunque un problema più serio di quanto potrebbe apparire. «Affrontare la solitudine e l’isolamento sociale – spiega la dott.ssa Nicole Valtorta della YU – potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione di due delle principali cause di cattiva salute e di mortalità in tutto il mondo. Diamo per scontato fattori di rischio come l’obesità e l’inattività fisica, mentre non lo facciamo ma con l’isolamento sociale e la solitudine. I dati del nostro studio indicano invece di prenderli sul serio».

Un impatto reale
Sebbene l’analisi condotta non provi una relazione di causa/effetto, ossia che la solitudine e l’isolamento sociale causino problemi di cuore o ictus, si è dimostrato che esiste comunque un’associazione. «Tuttavia, se mettiamo i risultati dello studio nel contesto, quello che abbiamo trovato è paragonabile per dimensioni all’effetto di altri fattori di rischio psicosociali come ansia e stress lavorativo. Gli sforzi per prevenire le malattie cardiache e ictus potrebbero beneficiare dal tenere in conto l’isolamento sociale e la solitudine», aggiunge Valtorta.

Lo studio
La revisione sistematica, pubblicata sulla rivista Heart, ha preso in esame i dati provenienti da 23 studi pubblicati in precedenza che, in totale, hanno incluso oltre 180mila adulti, più di 4.600 dei quali avevano avuto attacchi di cuore, sofferto di angina o erano morti. Infine, più di 3.000 avevano avuto un ictus. I risultati dell’analisi hanno permesso di associare la solitudine e l’isolamento sociale con un 29 per cento di aumento del rischio di infarto o attacco di angina e di un 32 per cento di aumento del rischio di ictus. Se si tiene conto che precedenti studi hanno associato la solitudine con indebolimento del sistema immunitario, ipertensione e morte prematura, si capisce come questa condizione possa essere davvero deleteria per la salute delle persone.