28 settembre 2020
Aggiornato 01:30
Nutrizione e alimentazione

La dieta vegetariana a lungo termine modifica il Dna e aumenta il rischio di cancro e malattie cardiache

Dietrofront, la dieta vegetariana non è così salutare come si pensava. Secondo un nuovo studio, a lungo termine modifica il Dna e aumenta il rischio sia di cancro che di malattie cardiovascolari

ITHACA – Ci risiamo. È di nuovo dietrofront. Un nuovo studio contraddice i precedenti e recenti che indicavano la dieta vegetariana o vegana come le più salutari al mondo. Queste, infatti, ridurrebbero il rischio di cancro e malattie cardiache, di cui invece sono accusate le diete onnivore, specie quelle in cui si consuma carne. Ma, ora, pare che mangiare vegetariano per molto tempo possa invece modificare il Dna e far aumentare il rischio di cancro e malattie cardiovascolari o cardiache.

Di padre in figlio
Nelle famiglie in cui i genitori sono vegetariani o vegani è uso ‘’educare’’ i propri figli al seguire questo tipo di dieta. Per cui, consapevolmente o meno, si producono generazioni di vegetariani. Bene, secondo gli scienziati statunitensi della Cornell University di Ithaca nello Stato di New York, è proprio questa condotta perpetrata per generazioni a provocare mutazioni genetiche a livello del Dna che, per contro, fanno aumentare il rischio di cancro e malattie cardiovascolari. Il Dna dei vegetariani sarebbe più sensibile all’infiammazione organica, una condizione che è ormai risaputo essere dietro a numerose e gravi malattie.

Questione di assorbimento
Il dottor Tom Brenna e colleghi ritengono che la mutazione nel Dna – in particolare nel gene FADS2 – sia dovuta a una sorta di adeguamento dell’organismo per favorire l’assorbimento degli acidi grassi contenuti nei vegetali. Questo processo comporta l’aumento della produzione di acido arachidonico, che è noto per far aumentare il rischio e lo sviluppo di malattie infiammatorie e cancro. Per esempio, spiegano gli scienziati, quando il gene mutato si accoppia a una dieta ricca di oli vegetali, gli acidi grassi sono rapidamente trasformati in pericoloso acido arachidonico.

Stupore
Quanto scoperto dai ricercatori potrebbe spiegare i risultati dello studio, e lo stupore per questi. Difatti sono tutti concordi, o convinti, che sia la dieta che comprende la carne (specie quella rossa) a far per esempio aumentare il rischio di cancro. Ma un precedente studio aveva viceversa mostrato che le popolazioni che seguono una dieta vegetariana hanno anche un 40 per cento di probabilità in più di soffrire di cancro del colon-retto.

Lo studio
Per questo studio, pubblicato su Molecular Biology and Evolution, i ricercatori della Cornell hanno confrontato centinaia di genomi provenienti da una popolazione prevalentemente vegetariana e residente a Pune in India, con quelli provenienti da un gruppo di persone residenti nel Kansas, che invece segue una tradizionale dieta occidentale a base di carne. Le analisi hanno evidenziato che tra le due popolazioni vi era una significativa differenza genetica. «Coloro la cui discendenza deriva da vegetariani sono più propensi ad avere la geni che metabolizzano più rapidamente gli acidi grassi vegetali – ha spiegato il dott. Brenna – In tali individui, gli oli vegetali vengono convertiti in acido arachidonico pro-infiammatorio, aumentando il rischio di infiammazione cronica che è implicata nello sviluppo di malattie cardiache, e aggrava il cancro». In questo caso, il consiglio del ricercatore è quello di evitare l’assunzione di oli o alimenti vegetali che contengono elevate dosi di acido linoleico o Omega 6. Per esempio, in questo caso, è meglio l’olio extravergine di oliva che non altri tipi di oli vegetali.