28 settembre 2020
Aggiornato 21:00
Alimentazione e salute

Dieta vegana allunga la vita? Forse basta anche solo ridurre la carne

Uno studio britannico incentrato sugli effetti combinati delle diete su salute e ambiente, mostra che da quelle a base vegetale come vegetariana e vegana si possano risparmiare milioni di vite entro il 2050. Ma i risultati vanno presi con cautela

LONDRA – I ricercatori dell’Università di Oxford, (Uk) sostengono che la dieta vegana abbassi il rischio di morte. Ma non solo. Secondo loro, se in tutto il mondo si smettesse di mangiare carne, pesce e derivati si salverebbero 8 milioni di vite da qui al 2050. Ma è davvero così?

Vegetali Vs animali
Una dieta prettamente vegetale rispetto a una onnivora sarebbe dunque migliore in termini di salute. Questo quanto asserito da un nuovo studio britannico pubblicato sulla rivista PNAS. I ricercatori hanno voluto confrontare gli effetti di quattro scenari dietetici sulla salute e sull’ambiente, arrivando a concludere che la scelta vegetariana e vegana fa bene a entrambi. Per cui, in questo caso, vincerebbero i vegetali.

Le differenze di risultati tra le diete
I ricercatori di Oxford, guidati dal dott. Marco Springmann hanno valutato quattro diversi scenari in cui con altrettanti livelli di consumo di carne o meno. I risultati avrebbero mostrato che aderire a una dieta vegana (che esclude qualunque alimento di origine animale) potrebbe evitare 8 milioni di morti entro il 2050, mentre una dieta vegetariana ne salverebbe circa 7,3 milioni. Infine, per chi fosse preoccupato di non poter più mangiare carne, i ricercatori fanno sapere che per ridurre il rischio di morte basta limitarsi a consumarne 300 grammi a settimana, con 1,7 milioni di morti evitate. In realtà i risultati dello studio sono molto più complessi che non il solo affermare tout-court che la dieta vegana è la migliore in assoluto: esistono infatti diversi studi che mettono in dubbio questa tesi. Infine, è bene ricordare che i ricercatori stessi scrivono nella pubblicazione del loro studio: «ripetiamo l’avvertenza che le tecniche di valutazione che abbiamo usato sono soggette a notevoli incertezze».

Un beneficio anche per l’ambiente
Secondo il dottor Springmann e colleghi, dalla scelta di alimentarsi vegetale si otterrebbero molti vantaggi anche per l’ambiente. «C'è in realtà un enorme potenziale – spiega Springmann – dal punto di vista sanitario, dal punto di vista ambientale e dal un punto di vista economico». Gli autori ritengono che, nello specifico, la dieta vegana ridurrebbe del 70 per cento le emissioni di gas serra dannose per l’ambiente; quella vegetariana del 63 per cento e quella con un apporto moderato di carne le ridurrebbe del 30 per cento circa. Nel totale si avrebbe un risparmio tra 1 e 31 miliardi di dollari l’anno in costi sanitari. «Le diete sbilanciate, con un consumo eccessivo di carne, sono responsabili del maggior peso globale in termini di perdita di salute – scrivono gli autori – Allo stesso tempo il sistema alimentare è responsabile di più di un quarto delle emissioni, ed è una delle forze principali che spingono i cambiamenti climatici». Oltre a ciò, i ricercatori ricordano che «Le nostre stime di salute sono in linea con le attuali evidenze epidemiologiche. Tilman e Clark* hanno riportato i risultati di una meta-analisi che indicava che l’adozione di modelli alimentari vegetariani, a base di pesce e mediterranei potrebbe ridurre la mortalità generale fino al 18%».

* Tilman D, Clark M (2014) Global diets link environmental sustainability and human health. Nature 515(7528):518–522.