21 settembre 2020
Aggiornato 18:00
Medicina naturale. Rimedi per cuore e circolo

Tai Chi e le arti marziali cinesi fanno bene a cuore e circolazione

Uno studio mostra come praticare arti marziali o esercizi come il Tai Chi possano avere un effetto positivo sulla salute di cuore e circolo, contro l’ipertensione, i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue e anche l’ictus

CINA – I ricercatori della Facoltà di Scienze Motorie, Shanghai University of Sport (Cina) hanno condotto uno studio in cui emerge come praticare arti o tecniche orientali come il Tai Chi o il Qi Gong possa essere un toccasana per la salute di cuore e arterie. La meta-analisi ha preso in esame 35 studi in materia, pubblicando i risultati sul Journal of American Heart Association.

Il segreto è nelle movenze
Il segreto del Tai Chi è nelle movenze: lente, ponderate e accompagnata da consapevolezza e una respirazionecorretta. Niente di violento o impraticabile, ma una sorta di «ginnastica dolce» che chiunque può praticare e da cui chiunque può trarre beneficio. Già considerato utile contro problemi di demenza o i tumori, il Tai Chi è stato ora oggetto di una revisione di una serie di dati relativi a 2.249 pazienti con malattie cardiovascolari, provenienti da 10 diversi Paesi.

Un aiuto contro la pressione alta
I partecipanti agli studi sono stati seguiti per un anno, come massimo. Durante il periodo hanno praticato attività come Tai chi, Qi Gong o Baduanjin, senza cambiare le proprie abitudini quotidiane. I risultati dell’analisi ha evidenziato come vi fossero benefici evidenti sulla pressione arteriosa. In media vi era una riduzione della pressione arteriosa sistolica di oltre 9,12mmHg (millimetri di mercurio) e della pressione diastolica di oltre il 5 mmHg. Oltre a ciò, vi era una significativa riduzione dei livelli di colesterolo LDL (o cattivo) e dei trigliceridi. Infine, miglioravano anche l’umore e i casi di depressione.

Una possibilità aperta a tutti
La caratteristica di queste pratiche è l’accessibilità per tutti. «Gli esercizi tradizionali cinesi sono a basso rischio – sottolinea il dott. Yu Liu, coautore dello studio – che consentono un intervento potenzialmente utile per migliorare la qualità della vita nei pazienti con malattie cardiovascolari, la principale causa di invalidità e di morte nel mondo».