24 maggio 2019
Aggiornato 20:30
Relazione annuale al Parlamento

Sempre più celiaci in Italia, +15% in soli due anni

In Italia ci sono già 172mila celiaci, con un aumento annuo dei casi del 15 per cento. Secondo i dati raccolti, la celiachia interessa più le donne rispetto agli uomini. La maggioranza risiede al Nord.

ROMA ─ Italiani, dopo di poeti di santi e di navigatori diverranno un popolo di celiaci? Stando alla relazione annuale al Parlamento, le prospettive ci sono tutte. In soli due anni le diagnosi sono aumentate del 15 per cento, portando a 172mila le persone affette da celiachia ─ l’intolleranza cronica al glutine.

Chi colpisce di più la celiachia?
Secondo i dati raccolti, la celiachia interessa più le donne rispetto agli uomini con rispettivamente 121.964 casi contro i 50.233 (da 2:1 e fino a 3:1). I più colpiti sono i residenti al Nord, con un 48 per cento di incidenza. Il Centro ne ha il 22 per cento, il Sud il 19 per cento e l’11 per cento è nelle Isole. La regione con più casi è la Lombardia, con 30.541 celiaci, segue il Lazio con i suoi 17.355 pazienti e la Campania con 15.509 sofferenti di celiachia.

Casi in costante aumento
La celiachia, e dunque l’intolleranza al glutine, si sta preparando a divenire una specie di epidemia, stando ai numeri. Nel 2012 i casi accertati erano 148.662, mentre a fine 2014 si è arrivati a 172.197, con un incremento pari al 15 per cento.

La salute? Un diritto
«La salute è un diritto di ogni individuo ed è importante fornire ai cittadini tutte le informazioni che possano contribuire a renderli consapevoli e a promuovere comportamenti utili alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura delle principali patologie ─ si legge nella Relazione ─ E’ con questo spirito che anche quest’anno è stata realizzata la Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, particolarmente ricca di novità importanti, soprattutto sul piano diagnostico».

Niente allarmismi, ma prendere consapevolezza
«La celiachia ─ prosegue la Relazione ─ è una malattia autoimmune che si sviluppa in soggetti geneticamente predisposti in seguito all’assunzione del glutine e colpisce in proporzione più le donne che gli uomini. Dopo la diagnosi, saper gestire la propria condizione di celiaco è il punto di partenza per poter organizzare la propria giornata e la propria vita sociale in modo consapevole e sereno. Partendo da una buona educazione alimentare di base, senza allarmismi e senza medicalizzare la dieta, e affiancando una corretta analisi dell’etichetta su cui sono riportati ingredienti, allergeni e profilo nutrizionale dei prodotti oggi è possibile acquistare in modo autonomo e corretto qualsiasi alimento».

Alimenti più sicuri
«La garanzia di poter disporre di alimenti sicuri per i celiaci è estesa anche alla ristorazione scolastica, ospedaliera e pubblica dove oggi è possibile usufruire di una lista degli ingredienti per ciascun piatto e identificare quelli senza glutine ─ si sottolinea nella Relazione ─ A contribuire a tale servizio nella ristorazione ci sono gli operatori del settore alimentare, che ogni anno vengono formati e aggiornati per lavorare al meglio il «senza glutine». Con l’aumento della diffusione delle informazioni, della consapevolezza della collettività, della sensibilità delle aziende e degli operatori e avendo una normativa sempre più attenta al consumatore oggi finalmente è meno gravoso il peso della celiachia per i celiaci e per le loro famiglie».