28 febbraio 2020
Aggiornato 06:00
Influenza 2015-2016

Influenza 400mila i casi. ISS «no all’abuso di farmaci»

A Bari è stato isolato il virus influenzale che ha già decimato centinaia di migliaia di persone. Stimati già 400mila casi

BARI – «È stato isolato in Puglia il primo virus influenzale della stagione 2015-2016», dichiara Maria Chironna responsabile della sorveglianza virologica dell’influenza. E’ il primo caso che si trova nel Sud Italia. Il virus, infatti, è stato già trovato al Nord. «Il virus è di tipo «A», sottotipo «H3N2»», ed è stato ritrovato grazie al «tampone di una bambina di due anni ricoverata per un’infezione acuta delle vie respiratorie».

Tanti virus in un solo anno
Quello isolato a Bari non sarà l’unico ad accompagnare le fredde giornate invernali. «I virus che quest’anno ci aspettiamo di trovare – spiega Chironna – sono l’H3N2 che abbiamo già isolato, l’H1N1 che è quello isolato più frequentemente l’anno scorso e in genere associato ai casi più gravi, e poi virus di tipo B». Il picco massimo sarà, come sempre, a fine gennaio 2016.

  • Approfondimento: cos’è il virus influenzale di tipo B?
    Generalmente si parla di virus influenzali di tipo A, meno raramente del tipo B. Si tratta di un patogeno che non colpisce quasi nessun altro animale se non alcuni pinnipedi. Ha una minore velocità di mutazione, per cui si sviluppa un’immunità migliore rispetto al tipo A. tuttavia, raramente tale immunità è permanente. La buona notizia è che il ridotto tasso ti mutazione degli antigeni rende praticamente impossibile una pandemia.

Massima tranquillità per chi ha fatto il vaccino
Le persone vaccinate non devono temere: tutti e tre i ceppi, infatti, sono contenuti nel vaccino antinfluenzale. Il fatto che possa manifestarsi in maniera più o meno aggressiva è molto soggettivo e dipende dalla fragilità dell’ospite, continua Chironna.

Come comportarsi in caso di influenza
La miglior cura, nei casi di malattie influenzali è come sempre il riposo. Quindi niente lavoro, ma chiamare il medico per un controllo è sempre necessario – anche allo scopo di evitare spiacevoli conseguenze. Per evitare il contagio il consiglio è quello di «lavarsi spesso le mani, ed evitare di contagiare altre persone tossendo e starnutendo con un minimo di protezione».

In pochi giorni è tutto finito
«Normalmente – rassicura Chironna – i sintomi si risolvono in qualche giorno». Generalmente si accusa febbre da lieve a moderata, dolori articoli, mal di testa e tosse.

No, all'abuso di farmaci
Durante l’influenza, spesso c’è un abuso sull’uso di farmaci. Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, consiglia il solo utilizzo del paracetamolo nei casi di febbre elevata. L’aspirina, invece, «può dare effetti collaterali, specie nei bambini». Per gli adulti oltre a questi e alla classica novalgina Rezza ricorda che «ci sono anche farmaci diversi, i cosiddetti inibitori della neuroamidasi, cioè antivirali veri e propri, ma pure questi riducono di poco i sintomi e abbreviano poco il decorso della malattia, e comunque non sono raccomandati se non in casi eccezionali di persone ad alto rischio di complicanze». Insomma, la miglior cura, come dicevamo i nostri nonni è il caldo associato a riposo.

  • Approfondimento: comprendere la pericolosità di un virus
    A giudicarlo dall’aspetto, il virus influenzale è una sorta di «mina» che presenta tanti «aculei» formati da due tipi di proteine: l’Emoagglutinina (contraddistinta dalla lettera H) e la Neuraminidasi (contraddistinta dalla lettera N). La prima sta a indicare il livello di virulenza, ovvero la sua capacità di attaccarsi alle cellule umane. La proteina N, invece, rappresenta la forza in cui riesce a rimanere «ancorato» al nostro organismo, prima che il sistema immunitario sia in grado di difendersi e debellarlo. In linea di massima, più i «numeri» associati alle lettere sono elevati, maggiore è la pericolosità del virus. Per esempio H7N9 – l’influenza aviaria – ha destato molta preoccupazione e gravi problemi di salute.