23 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
Convegno alla Farnesina su ruolo Italia e agenda post-2015

«Possiamo sconfiggere Aids, tubercolosi e malaria»

In molti Paesi i servizi sanitari dipendono fortemente dagli aiuti internazionali e da quelli che provengono da organizzazioni multilaterali come il Fondo Globale, nato nel 2001, di cui l'Italia è l'ottavo principale donatore, avendo garantito fino alla fine del 2014 oltre un miliardo di dollari.

ROMA - Sono oltre 20 milioni le persone muoiono prematuramente nel mondo per malattie che sono prevenibili e anche curabili. E' quanto ricorda il Fondo Globale contro Aids, Tuberculosi e Malaria, alla vigilia del convegno internazionale in programma alla Farnesina intitolato «L'Italia e le sfide future della Salute Globale», in cui si discuterà del ruolo del nostro Paese nella lotta a queste malattie, anche in vista della definizione dell'agenda per lo sviluppo post-2015, anno di scadenza degli Obiettivi del millennio.

In molti Paesi i servizi sanitari dipendono fortemente dagli aiuti internazionali e da quelli che provengono da organizzazioni multilaterali come il Fondo Globale, nato nel 2001, di cui l'Italia è l'ottavo principale donatore, avendo garantito fino alla fine del 2014 oltre un miliardo di dollari. Per il triennio 2014-2016, il governo italiano si è impegnato lo scorso dicembre per altri 100 milioni di euro. Attualmente il Fondo garantisce il 21% dei finanziamenti internazionali per la lotta contro l'Aids, il 50% dei finanziamenti internazionali per la lotta contro la malaria e l'82% dei finanziamenti internazionali per la lotta contro la tubercolosi.

«Aids, tubercolosi e malarie possono essere sconfitti», ha ribadito il Fondo Globale, sollecitando a «consolidare i risultati raggiunti finora per debellare queste tre grandi malattie infettive che continuano a fare milioni di morti nel mondo».

Stando ai dati forniti dal Fondo, a partire dal 2001 il numero di nuove infezioni da Hiv è diminuito del 38%, mentre i decessi per Aids hanno registrato un calo del 35% rispetto al picco del 2005, «rendendo possibile il controllo dell'epidemia entro il 2030». Alla fine del 2014 erano 12,9 milioni le persone positive all'Hiv che avevano accesso alle terapie con antiretrovirali, pari al 37% delle persone che convivono con l'Aids.

«La tubercolosi è una malattia curabile - sottolinea il Fondo - nel 2013 erano 9 milioni le persone malate, tra cui sono stati registrati anche 1,1 milione di casi tra quanti sono affetti da Hiv». Sebbene il tasso di mortalità sia diminuito del 45% rispetto al 1990, nel 2013 i decessi sono stati 1,5 milione. Il Fondo ricorda che il maggiore accesso alle cure ha consentito di salvare 37 milioni di vite tra il 2000 e il 2013.

Per quanto riguarda la malaria, nel 2012 si stimavano in 3,4 miliardi le persone a rischio, soprattutto donne incinte e bambini con meno di 5 anni. Sebbene dal 2000 a oggi sia stata registrata «una riduzione su vasta scala dell'incidenza e della mortalità» di questa malattia, il Fondo ha rimarcato che «c'è ancora un bisogno urgente di incrementare i fondi per tenere sotto controllo la malaria e coprire i programmi» di prevenzione e cura.