22 settembre 2020
Aggiornato 23:00
Gatto affetto da AIDS

Comune cura un gatto malato di AIDS, ma scoppia la polemica

Un gatto randagio malato di AIDS viene curato dal Comune. Ma per i cittadini è subito polemica

Come fai sbagli, oltreché il nome di una serie di tv potrebbe essere il titolo di quest’articolo. La vicenda potrebbe essere considerata come uno splendido atto d’amore, specie dal punto di vista degli animalisti o di chiunque ami un esserino a 4 zampe. Ma c’è chi la pensa esattamente all’opposto: un gatto malato di AIDS viene curato per diverso tempo, ma la nota dolente è la stata la cassa comunale che pare essersi prosciugata eccessivamente.

Un gesto d’amore?
Purtroppo l’animo umano è tempestato di contraddizioni. La gente è pronta a mettere sul rogo un essere umano se maltratta un animale. E, in più, lo giudica in maniera più che negativa se per qualche motivo non offre a fido o micio tutte le cure di cui ha bisogno. Ma se per farlo spende soldi comuni allora è subito polemica.

E’ (solo) un gatto randagio?
La polemica è scoppiata a Campobello di Mazara, nel Trapanese. Qui il comune ha stanziato oltre duemila euro per curare un povero gatto randagio affetto da AIDS felino. Va da sé che una malattia di tale importanza prevede diversi costi per le analisi del sangue, per la ricerca specifica di virus e pe le cure farmacologiche. Ma sono molti i cittadini che hanno protestato: i soldi sono stati prelevati dalle casse del Comune – secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia.

La segnalazione
La storia inizia circa un anno fa quando il povero gatto ammalato viene segnalato alla Polizia Municipale. Poco tempo dopo l’animale è stato sottoposto a visite veterinarie e da queste è emersa l’infausta diagnosi: si trattava di AIDS felina. Le cure sono state eseguite presso la clinica San Vito di Mazara del Vallo. Ma ciò che più ha fatto adirare i cittadini è che tutte le terapie sono state pagate dal comune di Campobello di Mazara. Se il Comune non avesse preso provvedimenti immediati ora il gatto non ci sarebbe più. Ma i cittadini ribadiscono: il gatto non avrebbe dovuto essere curato con i soldi del Comune.