9 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Iperattività e inquinanti

I pesticidi aumentano il rischio di ADHD

Un nuovo studio suggerisce che donne in gravidanza e bambini piccoli sono più sensibili agli effetti di un comune pesticida usato in molti ambiti

NEW JERSEY – Un pesticida comunemente usato in campi da golf, in casa e in giardini, prati e colture di ortaggi, è stato trovato capace di alterare lo sviluppo del sistema della dopamina nel cervello – che è responsabile per l’espressione emotiva e la funzione cognitiva – e aumentare nei bambini il rischio di deficit di attenzione e iperattività (o ADHD).

BAMBINI E DONNE INCINTE – A essere più a rischio di subire danni al cervello sono i bambini, specie quando sono nel grembo materno. Ecco le conclusioni di uno studio condotto dagli scienziati della Rutgers University, in collaborazione con la Emory University, la University of Rochester Medical Center e la Wake Forest University, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of the Federation of American Societies for Experimental Biology (FASEB).

PESTICIDI – Il problema pesticidi è annoso. Non è soltanto questione di ritrovarli nei cibi che mangiamo ogni giorno, ma anche nelle acque e nel suolo inquinati. Per cui, spesso, anche chi coltiva in modo biologico può restarne comunque contaminato. I danni alla salute accertati e causati dai pesticidi ormai non si contano più. Ma, a questi, si aggiunge anche la possibilità che un bambino sviluppi l’ADHD. Lo suggerisce lo studio su modello animale dei ricercatori statunitensi in cui si è scoperto che i ratti esposti al pesticida piretroide deltametrina in utero, e attraverso l’allattamento, hanno mostrato molte caratteristiche dell’ADHD. Tra queste, una disfunzionale segnalazione della dopamina nel cervello, iperattività, deficit di attenzione e della memoria di lavoro, comportamenti impulsivi. Questi risultati forniscono una forte evidenza, utilizzando i dati provenienti da modelli animali e dagli esseri umani, che l’esposizione ai pesticidi piretroidi, tra cui deltametrina, possono essere un fattore di rischio per l’ADHD, sottolinea il prof. Jason Richardson. «Anche se non possiamo cambiare la predisposizione genetica all’ADHD, ci possono essere fattori ambientali modificabili, comprese le esposizioni ai pesticidi», conclude Richardson.