26 marzo 2019
Aggiornato 14:30

Proteine, la terapia contro la leucemia resistente

Scienziati del Children Hospital di Los Angeles hanno scoperto che con una terapia a base di proteine è possibile combattere la leucemia linfoblastica acuta (ALL), la forma più comune di cancro infantile

LOS ANGELES – Una notizia che dona speranza ai bambini malati di leucemia linfoblastica acuta (ALL), la forma più comune di cancro infantile. Gli scienziati del Saban Research Institute del Children Hospital di Los Angeles hanno progettato e messo a punto una nuova terapia a base di proteine ​​che ritengono potrà rivelarsi molto efficace contro le cellule leucemiche resistenti ai farmaci. In più, potrà anche potenziare la forza dei trattamenti standard, come la chemioterapia e la radioterapia.

RESISTENZA ADDIO – Uno degli ostacoli più tenaci è la resistenza delle cellule tumorali ai trattamenti come la chemioterapia e la radioterapia. Un problema che, di fatto, può rendere vane le cure. Ora però, grazie ai ricercatori del CHLA e a una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Investigation, si aprono nuove vie di trattamento. Lo studio su modello animale ha potuto dimostrare che la terapia proteica è efficace e sicura. Utilizzando un modello di leucemia umana aggressiva, con cellule leucemiche prelevate da pazienti con ALL, si è trovato che questa proteina, frutto di una fusione di due, è stata capace di innescare l’apoptosi (ossia la morte) di cellule leucemiche umane anche nella forma più aggressiva e resistente alla terapia.

OGGI SOLO IL 20% NON SOPRAVVIVE – Oggi il tasso di non sopravvivenza alla malattia è del 20% dei bambini che la sviluppano (circa il 25% delle diagnosi di cancro). Nonostante il tasso si sia invertito: 80% di sopravvivenza contro l’80% di decessi di un tempo, per quel 20% rimane comunque una condanna. Secondo il principale autore dello studio, dott.ssa Fatih M. Uckun, questa scoperta è una grande notizia, dato che la terapia ha dimostrato di uccidere oltre il 99% delle cellule leucemiche aggressive. «La sfida più grande è quella di curare i pazienti che soffrono di una recidiva del cancro, nonostante la chemioterapia intensiva. Siamo fiduciosi che la conoscenza acquisita da questo studio aprirà una nuova gamma di opportunità di trattamento efficace per i bambini con la leucemia recidiva», conclude Uckun.